Indice degli argomenti

  • Mediazione e gestione dei conflitti - Prof. Paolo Savarese - a.a. 2016/2017

    Professore ordinario per il SSD IUS/20 – Filosofia del diritto; dottore di ricerca in Filosofia del diritto, teoria generale del diritto e filosofia della politica; PhD in filosofia. Professore invitato per la filosofia del diritto presso la Universidad Mundial di La Paz BCS (Messico; professore invitato per l’etica sociale presso la PU Gregoriana. Insegnante di etica dell’azione presso la SSAI Ministero dell’Interno. Progettista e coordinatore dei seguenti master: Master di II° livello in Etica dell’azione pubblica (A.A. 2005/06) in convenzione tra l’Ateneo di Teramo e la SSAI – Ministero dell’interno; Master di I° livello in Etica e responsabilità sociale d’impresa (A.A. 2006/07) in convenzione tra l’Ateneo di Teramo e la Regione Abruzzo per i progetti europei POLAF; Master di II° livello in Mediazione e gestione dei conflitti (A.A. 2008/09) in convenzione tra l’Ateneo di Teramo e la SSAI – Ministero dell’interno. Coordinatore del Dottorato di ricerca in Scienze politiche e sociali internazionali, XXV, XXVI e XXVII Ciclo. Presidente del Consorzio GIASDI dal 2014. Preside della Facoltà di Scienze politiche per il triennio 2016/19.

    INFO SUL CORSO


    OBIETTIVI GENERALI DEL CORSO

    • Conoscenza e capacità di comprensione: L’insegnamento si situa idealmente verso la conclusione del quinquennio e intende offrire una chiave di sintesi interdisciplinare nel complesso campo delle scienze politiche. In particolare, l’insegnamento mira a dare strumenti di analisi conoscitiva e critica dei conflitti interpersonali, sociali, culturali e delle possibilità e modalità di intervento a disposizione delle istituzioni eventualmente chiamate ad intervenirvi per disciplinarli e governarli. I laureati avranno così a disposizione strumenti trasversali per leggere la complessità non solo pragmatica, ma categoriale delle dinamiche e dei processi conflittuali che si innescano negli spazi pubblici. La comprensione dei fattori che rendono estremamente delicato qualsiasi intervento volto prima a comprendere e quindi a contenere, stemperare o a risolvere i conflitti, favorirà l’approfondimento autonomo del campo di studio e la ricerca di strumenti di analisi anche originali ed innovativi per quanto ne concerne gli eventuali strumenti di governance.
    • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Alla fine del corso lo studente avrà acquisito la capacità di procedere con sicurezza metodologica e contenutistica nell’analisi dei processi conflittuali che possono interessare l’ambito politologico, potrà impostare i problemi di gestione e contenimento che pongono ed anche immaginare modalità innovative, ma non fantasiose o irrealistiche, di mediazione e di ricerca della soluzione dei conflitti medesimi.
    • Autonomia di giudizio: I laureati si orienteranno con sicurezza della complessità dei problemi che si pongono nella lettura dei conflitti e della delicatezza di qualsiasi intervento, tanto più se istituzionale, in essi. In ogni caso, infatti, i contesti conflittuali richiedono valutazioni e giudizi sulla base di informazioni limitate o incomplete, sicuramente rischiosi. I laureati saranno anche capaci di leggere le complesse implicazioni sociali ed etiche della traduzione operativa del loro bagaglio scientifico e, conseguentemente, ne potranno essere consapevolmente responsabili.
    • Abilità comunicative: I laureati, avendo acquisito la capacità di distinguere i molteplici fili e livelli discorsivi ed argomentativi che si intrecciano nelle dinamiche e nei processi conflittuali che investono gli spazi pubblici e le costruzioni istituzionali, saranno in grado di praticare in maniera precisa e non prolissa ma argomentata, chiara anche per i non specialisti, la comunicazione, in contesti conflittuali, nell’ambito istituzionale e pubblico. L’impostazione del corso, attenta all’analisi categoriale della controversia e delle modalità ad essa alternative di gestione dei conflitti, intende inoltre favorire l’attitudine all’ascolto attento e rispettoso delle posizioni, delle emozioni e delle ragioni degli interlocutori e delle difficoltà che ciò incontra nei contesti conflittuali.
    • Capacità di apprendimento: Il laureato, di fronte alla complessità dei conflitti politologicamente rilevanti, sarà curioso ed aperto all’ampliamento ed approfondimento dei suoi strumenti culturali e scientifici acquisiti nel quinquennio e sarà in condizione di intraprendere, ove lo desideri, in maniera sicura ed autonoma ulteriori studi politologici; il laureato, in ogni caso, sarà consapevole della necessità di coltivare con continuità e costanza la propria preparazione nell’ambito delle scienze politiche.


    PREREQUISITI E PROPEDEUTICITA'
    • Prerequisiti: Nessuno
    • Propedeuticità: Nessuna

    INDICATORI DI DUBLINO


    UNITA' DIDATTICA 1: Impostazione e chiarificazione dei problemi di fondo posto dal conflitto

    • Conoscenza e capacità di comprensione: L'unità mira a dare i primi strumenti di analisi conoscitiva e critica dei conflitti interpersonali, sociali, culturali e delle possibilità e modalità di intervento a disposizione delle istituzioni eventualmente chiamate ad intervenirvi per disciplinarli e governarli. Si intende impostare la comprensione dei fattori che rendono difficile la lettura e la decrittazione dei conflitti e conseguentemente delicata l'intervento inteso a contenerli, stemperarli ed auspicabilmente a risolverli.
    • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: L'unità didattica mira a portare alla luce le difficoltà metodologiche e contenutistiche di analizzare le situazioni conflittuali e di impostarne la gestione.
    • Autonomia di giudizio: L'unità didattica mira a mettere in luce la saggezza e la prudenza indispensabili per orientarsi nella complessità dei conflitti, tatnto più se richiedono un intervento istituzionale.
    • Abilità comunicative: L'unità didattica intende portare alla luce l'importanza della capacità di sfrondare le situazioni ed i contesti confluttuali dai vari “rumori di fondo” e dalle molte interferenze comunicative, capacità senza la quale i conflitti prendono rapidamente vicoli ciechi e la stessa comunicazione a loro riguardo p nle loro contesto diviene facilmente un moltiplicatore della stessa conflittualità.
    • Capacità di apprendimento: L'unità didattica intende favorire la messa in questione delle molte precomprensioni che ostacolano e spesso mettono in cortocircuito la lettura e gestione dei conflitti.


    UNITA' DIDATTICA 2: Modi di lettura e di gestione dei conflitti
    • Conoscenza e capacità di comprensione: L’unità didattica sviluppa la linea impostata nella prima, mettendo a disposizione strumenti trasversali per leggere la complessità non solo pragmatica, ma categoriale delle dinamiche e dei processi conflittuali che si innescano negli spazi pubblici. Si favorirà inoltre l’approfondimento autonomo del campo di studio e la ricerca di strumenti di analisi anche originali ed innovativi per quanto ne concerne gli eventuali strumenti di governance.
    • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: L’unità didattica mira all'acquisizione della capacità di procedere con sicurezza metodologica e contenutistica nell’analisi dei processi conflittuali che possono interessare l’ambito politologico, nonché di impostare i problemi di gestione e contenimento di tali conflitti ed anche di immaginare modalità innovative, ma non immaginarie, di mediazione e di ricerca della soluzione dei conflitti medesimi.
    • Autonomia di giudizio: L’unità didattica mira a favorire l'identificazione dei fattori e delle dinamiche conflittuali in situazioni che richiedono valutazioni e giudizi sulla base di informazioni limitate o incomplete, sicuramente rischiosi. Si intende anche favorire la capacità di valutare, per quanto possibile, le implicazioni a lunga scadenza della traduzione operativa del loro bagaglio scientifico, al fine di assumere posizioni consapevolmente responsabili.
    • Abilità comunicative: L’unità didattica intende favorire la capacità di praticare in maniera precisa e non prolissa ma argomentata, chiara anche per i non specialisti, la comunicazione, in contesti conflittuali, nell’ambito istituzionale e pubblico. L’impostazione del corso, attenta all’analisi categoriale della controversia e delle modalità ad essa alternative di gestione dei conflitti, intende inoltre favorire l’attitudine all’ascolto attento e rispettoso delle posizioni, delle emozioni e delle ragioni degli interlocutori e delle difficoltà che ciò incontra nei contesti conflittuali.
    • Capacità di apprendimento: L’unità didattica intende stimolare la curiosità intellettuale volta all’ampliamento ed approfondimento dei suoi strumenti culturali e scientifici riguardanti i conflitti, soprattutto quelli ricadenti nella sfera politica e giuridica.


    LIBRI DI TESTO


    Il diritto nelle società primitive

    • Autore: E. A. Hoebel
    • Edizione: Il Mulino, 1973, Bologna
    • Pagine di riferimento: 9-29


    La sussidiarietà e il bene comune - II Ed. Ampliata
    • Autore: P. Savarese
    • Edizione: Ed. Nuova Cultura, 2015, Roma
    • Pagine di riferimento: 71-164


    Diritto ed episteme
    • Autore: P. Savarese
    • Edizione: Ed. Nuova Cultura, 2014, Roma
    • Pagine di riferimento: 11-58


    Conflitti e mediazione

    • Autore: E. Arielli e G.. Scotto
    • Edizione: Bruno Mondadori, Milano 2003
    Quest'ultimo testo potrà essere sostituito, a seconda delle esigenze dello studente e in accordo con il docente. Per una lista indicativa vedi il file caricato alla pagina del docente ove si descrive questo insegnamento.





    PROVE INTERMEDIE


    PROVA INTERMEDIA 1

    • Unità didattica di riferimento: Prima
    • Data: non ancora definita
    • Tipologia di prova: Domanda a risposta aperta


    MODALITA' DI VALUTAZIONE Esame finale: colloquio sui temi base dell'insegnamento e su uno dei casi di specie illustrati. Il voto finale terrà conto, ma non aritmeticamente, del risultato della prova intermedia.   




  • Introduzione generale

    SI illustreranno i temi, gli oggetti e la metodologia dell'insegnamento.