Indice degli argomenti

  • Biodiritto - Prof. Anna Di Giandomenico - a.a. 2016/2017

    Ricercatrice confermata IUS/20 presso la Facoltà di Scienze Politiche
    PhD in Scienze bioetico-giuridiche (XIII ciclo)
    Membro SIFD (Societa Italiana di Filosofia del Diritto)
    Membro IASL (International Association of Sports Law), nel cui ambito è membro del Development and International Affairs Committe

    a.a. 2003-3004 (presente) docente di Bioetica nel CdL in Biotecnologie – Unite
    a.a. 2014-2015 (presente) docente di Biodiritto nel CdLM in Scienze politiche internazionali e delle Amministrazioni

    Oltre agli interessi specificamente incentrati sulle criticità giuridiche emergenti nell'ambito del diritto dello sport, uno dei propri filoni di ricerca si incentra sulla considerazione delle problematiche che sorgono per lo svilupparsi delle possibilità di intervento in campo biotecnologico, con particolare attenzione rivolta alle questioni che sorgono in ambito giuridico, cogliendo soprattutto le sollecitazioni ad una rimodulazione, se non ad una rifondazione, delle categorie che sorreggono la razionalità giuridica e scientifica.

    Principali pubblicazioni in materia bioetica/biogiuridica:

    Identità e bioetica, in L’identità e le identità, Torino, 2003; Identità e progetto, in L’uomo programmato, Torino, 2003; Nuovi diritti o nuovo diritto?, in Vocabulum iuris, Torino, 2005; Percorsi di bioetica (Roma, 2005); Identità e biotecnologie, in Scritti in onore di Francesco Mercadante, Milano, 2008; Bioetica. Bios e criticità, in Il cielo stellato sopra di me... Temi di etica pubblica, Roma, 2008; Abuso, in Enciclopedia di Bioetica e Scienza Giuridica, I, Napoli, 2009; Banca del seme - parte giuridica, in Enciclopedia di Bioetica e Scienza Giuridica, II, Napoli, 2009; La questione animale ed il diritto promozionale-premiale, in Trattato di biodiritto. La questione animale, Milano, 2012 Diagnosi prenatale e post-natale- parte giuridica, in Enciclopedia di Bioetica e Scienza Giuridica, IV, Napoli, 2011; Le biotecnologie: una provocazione per il diritto?, in Scritti in onore di Antonio Tarantino, I, Napoli, 2014; Sostenibilità: paradigma bioetico?, in Filosofia e politica. Scritti in memoria di Laura Lippolis, Trento, 2015; Minori affetti da DSD: chi decide cosa?, in Filosofia del diritto e nuove tecnologie. Prospettive di ricerca tra teoria e pratica, Roma, 2015 


     

    INFO SUL CORSO

    OBIETTIVI GENERALI DEL CORSO

    • Conoscenza e capacità di comprensione: Il biodiritto è quella parte del diritto chiamato alla disamina delle questioni che si pongono in ambito bioetico, particolarmente le questioni di confine su cui spesso lo stesso è chiamato ad intervenire. Si tratta di un ambito la cui cifra interpretativa è data dalla complessità: complessità essenziale delle questioni bioetiche; complessità di dette questioni, quando si riversano in ambito giuridico, per il coinvolgimento di soggettività, interessi spesso inediti, nonché per l’intersecarsi di ordinamenti giuridici aventi competenza sulle medesime.

      Premesso ciò, obiettivo del corso sarà non tanto trasmettere un bagaglio di nozioni inerenti alle varie teorie e posizioni in ambito bioetico, quanto introdurre gli studenti in questa complessità, fornendo loro le categorie utili per la decifrazione delle questioni poste di volta in volta.
    • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: L’acquisizione delle categorie di pensabilità in termini etici, giuridico-politici, permetterà loro di inquadrare in modo corretto le questioni poste, individuando i “veri” nodi problematici.
    • Autonomia di giudizio: L’acquisizione di tali capacità ed il loro esercizio, testantesi nella proposizione e nella discussione in aula di hard cases, permetterà di sviluppare una capacità di valutazione che abbia i connotati di una capacità critica mirante all’individuazione di proposte solutive che si caratterizzino per originalità e praticabilità.
    • Abilità comunicative: Lo sviluppo delle precedenti abilità non può realizzarsi se non acquisendo una capacità comunicativa, che rappresenta l’estrinsecazione del rigore argomentativo necessario per una valutazione che voglia dirsi bioeticamente corretta.
    • Capacità di apprendimento: Il perseguimento degli obiettivi formativi del corso include anche la consapevolezza dell’estrema mutevolezza delle questioni poste. La scelta di orientare l’insegnamento, non tanto in termini di acquisizione di nozioni quanto in termini di consolidamento di capacità critica, è diretta ad indurre curiosità intellettuale, ma soprattutto l’acquisizione di uno stile argomentativo che non si accontenti dell’ovvio, attrezzato piuttosto a cercare criticamente le fonti di aggiornamento ed approfondimento, sfuggendo le insidie di soluzioni fin troppo evidenti che, in quanto tali, spesso non colgono la profondità delle questioni in gioco.

    PREREQUISITI E PROPEDEUTICITA'
    • Prerequisiti: Sono richieste conoscenze di diritto positivo (europeo, internazionale, privato e pubblico), nonché nozioni di filosofia del diritto e politica
    • Propedeuticità: Non sono previste propedeuticiità

    INDICATORI DI DUBLINO

    UNITA' DIDATTICA 1: Bioetica e Biodiritto

    • Conoscenza e capacità di comprensione: Conoscenza delle origini della bioetica, del suo oggetto e della sua razionalità; delineazione degli orientamenti più diffusi
      Conoscenza delle origini del biodiritto, del suo oggetto e della sua razionalità; delineazione della diversità di approccio alle questioni biogiuridiche negli ordinamenti di common law e negli ordinamenti di civil law
    • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Prima individuazione delle criticità emergenti in ambito biogiuridico, derivante dalla irriducibile differenza fra diritto e scienza
    • Autonomia di giudizio: Prime applicazioni della capacità acquisita nella disamina di alcune questioni tipicamente biogiuridiche, quali inizio e fine vita, nonchè dignità
    • Abilità comunicative: Primo esercizio della capacità di esposizione di hard cases, con relativa estrinsecazione del necessario rigore argomentativo
    • Capacità di apprendimento: Questa prima unità già rivela l'estrema mutevolezza delle questioni poste. Di qui un'iniziale consapevolezza della necessità di acquisire uno stile argomentativo che non si accontenti dell’ovvio, ma che, utilizzando la "grammatica" del diritto, giunga a disvelare le insidie di un approccio acritico alle questioni biogiuridiche.

    UNITA' DIDATTICA 2: Modelli di disciplina nel biodiritto
    • Conoscenza e capacità di comprensione: Comprensione delle ragioni del ritardo fisiologico del biodiritto; conoscenza del modello astensionista e di quello interventista; conoscenza delle questioni inerenti al contenuto, con approfondimento del modello impositivo e di quello permissivo.
      Nell'approfondire i modelli di disciplina, si acquisisce consapevolezza di come non esista una sola possibilità di disciplinare giuridicamente le questioni tipicamente biogiuridiche, ma anzi vi sia una pluralità di modalità, la cui differenza si innesta principalmente nelle differenze culturali fra i vari paesi.
    • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Individuazione delle criticità emergenti in ambito biogiuridico, derivante dalla irriducibile differenza fra i "diritti" presenti nei vari Stati
    • Autonomia di giudizio: Applicazione delle conoscenza acquisite nella disamina di alcune questioni tipicamente biogiuridiche
    • Abilità comunicative: Esercizio della capacità di esposizione di hard cases, con relativa estrinsecazione del necessario rigore argomentativo, dando attenzione ai presupposti giuridici tipici di ciascun modello/Stato esaminato
    • Capacità di apprendimento: L'estrema mutevolezza delle questioni poste, rivelatasi nella prima unità, viene confermata anche in questo ulteriore approfondimento, confermando la necessità consolidare uno stile argomentativo che non si accontenti dell’ovvio, ma che, utilizzando la "grammatica" del diritto, giunga a disvelare le insidie di un approccio acritico alle questioni biogiuridiche.

    UNITA' DIDATTICA 3: Criteri di valutazione
    • Conoscenza e capacità di comprensione: La complessità della valutazione suggerisce la necessità di affrontare le questioni in maniera interdisciplinare, senza che, però, le categorie della razionalità scientifica si sostituiscano a quelle giuridiche; approfondimento del ruolo della giurisprudenza nella soluzioni di questioni biogiuridiche, anche in ordinamenti di civil law.
    • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: L’acquisizione delle categorie di pensabilità in termini etici, giuridico-politici, permetterà di inquadrare in modo corretto le questioni poste, individuando i “veri” nodi problematici.
    • Autonomia di giudizio: Gli ulteriori profili di criticità non devono indurre alla rinuncia di una valutazione/disciplina delle questioni biogiuridiche, ma stimolare una capacità di valutazione che abbia i connotati di una capacità critica mirante all’individuazione di proposte solutive che si caratterizzino per originalità e praticabilità.
    • Abilità comunicative: Le conoscenza fin qui acquisite nonchè la capacità critica sviluppata troverà piena espressione nella capacità di comunicare con rigore argomentativo le questioni biogiuridiche, al fine di giungere ad una valutazione che voglia dirsi bioeticamente corretta.
    • Capacità di apprendimento: La scelta di orientare l’insegnamento sostanzialmente in termini di consolidamento di capacità critica è diretta ad indurre curiosità intellettuale, ma soprattutto l’acquisizione di uno stile argomentativo che non si accontenti dell’ovvio, attrezzato piuttosto a cercare criticamente le fonti di aggiornamento ed approfondimento, sfuggendo le insidie di soluzioni fin troppo evidenti che, in quanto tali, spesso non colgono la profondità delle questioni in gioco.


    LIBRI DI TESTO

    Introduzione al Biodiritto

    • Autore: Carlo Casonato
    • Edizione: Giappichelli, 2012, Torino

    Bioetica
    • Autore: Anna Di Giandomenico
    • Edizione: disponibile nella sezione download dell'insegnamento o nel materiale della I Unità

    MATERIALE DI APPROFONDIMENTO

    Bioetica

    • Autore: Anna Di Giandomenico, disponibile alla sezione download dell'insegnamento (aa. 2015/2016)

    PROVE INTERMEDIE

    PROVA INTERMEDIA 1

    • Unità didattica di riferimento: 1
    • Data: non ancora definita
    • Tipologia di prova: Domande a risposta multipla chiusa
    • Valutazione:  test senza errori nessuna penalizzazione; risposta errata o non data -1 pt

    PROVA INTERMEDIA 2

    • Unità didattica di riferimento: 2-3
    • Data: non ancora definita
    • Tipologia di prova: Domande a risposta multipla chiusa
    • Valutazione:  test senza errori nessuna penalizzazione; risposta errata o non data -1 pt

    MODALITA' DI VALUTAZIONE Per gli studenti frequentanti sono previste prove in itinere al termine della I e della III unità didattica. In occasione della verbalizzazione, al fine di migliorare la valutazione conseguita, gli studenti possono portare una discussione critica di hard cases, oppure un approfondimento su specifiche questioni biogiuridiche


  • Criteri di valutazione

    Complessità della valutazione: la necessaria interdisciplinarità

    Le lacune del diritto ed il ricorso alla giurisprudenza per dirimere le controversie.

    Presentazione e discussione di hard cases a scelta fra 

    - Banche del liquido seminale

    - Consenso e minori affetti da DSD

    - Dichiarazione anticipata di trattamento

    - Tecniche di fecondazione eterologa

    Riferimenti bibliografici

    C. Casonato, Introduzione al biodiritto, Giappichelli, Torino, cap. III

  • Argomento 4

    • Argomento 5

      • Argomento 6