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  • STORIA DEL DIRITTO INTERNAZIONALE - Prof. Claudio Moffa - a.a. 2016/2017

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    PRESENTAZIONE DEL CORSO E PROFILO DEL DOCENTE

    Per il curriculum completo e le pubblicazioni del prof. Claudio Moffa, vedi la pagina unite.it a lui dedicata
    (IN VIA DI COMPLETAMENTO) 


    PROFILO DEL DOCENTE

    Professore ordinario di Storia delle Relazioni Internazionali, avvocato tessera Ordine degli avvocati di Roma n. 34239, membro dei Comitati scientifici di Africana e Eurasia, Claudio Moffa ha collaborato a numerose testate scientifiche di prestigio come la Rivista della Cooperazione giuridica internazionale  dei proff. Augusto Sinagra e Massimo Panebianco; Romana (rivista dell Ordine degli Avvocati di Roma), Limes, Politique Africaine, Le monde diplomatique, Politica Internazionale. Fra i suoi temi di ricerca cruciali per un approccio storico alla disciplina giuridico-internazionalista, la questione nazionale e la sua proiezione giuridica, il principio di autodecisione dei popoli: in diversi saggi su Limes, Politica Internazionale, Politique africaine,  o in convegni e conferenze, Moffa ha proposto fin dagli anni Novanta la necessità di una ricontestualizzazione del principio di autodecisione dei Popoli, in un epoca ormai profondamente diversa da quella età della decolonizzazione. Nel 1960 (l "anno dell Africa") l Assemblea generale delle Nazioni Unite approvava la "Dichiarazione sulla concessione dell indipendenza ai Paesi e ai Popoli coloniali" da conseguirsi attraverso la secessione dei territori coloniali dalle vecchie metropoli europee, come primo passo per una liberazione anche economica dei paesi di nuova indipèndenza. Ma adesso, applicare lo stesso principio a parti dei nuovi Stati sortiti dalla decolonizzazione, significava vanificare lo stesso processo di decolonizzazione, far rientrare dalla finestra quel che era stato fatto uscire dalla porta. Già negli anni Sessanta i casi del Katanga (Shaba, Congo) e del Biafra (Nigeria)  avevano evidenziato l interesse delle compagnie occidentali per la "balcanizzazione" dei paesi postcoloniali, secessionismi utili a rimettere le mani sulle risorse nazionalizzate o in via di nazionalizzazione dalle nuove leadership autoctone. Inoltre, i separatismi diventavano impossibili in tutte quelle estese regioni del pianeta - non solo l Africa, ma anche l Europa balcanica e orientale - nelle quali il popolamento a macchia di leopardo impediva di diventare indipendenti "dal vicino di casa"; e nello stesso tempo finivano per cozzare con i principi sanciti dalla Carta delle Nazioni Unite, imperniati sulla teoria del "dominio riservato" degli stati sovrani membri delle Nazioni Unite.
    Si giunge così al secondo tema di ricerca, quello relativo alla crisi e trasmutazione del Diritto Internazionale nell epoca post-bipolare, quando al principio di integrità e di inviolabilità degli Stati indipendenti, si è andato sostituendo un  "diritto di ingerenza umanitaria", generico, ma a sua volta articolabile e articolato in una nuova serie di precisi dispositivi giuridico-internazionalisti: no fly-zone, R2P (responsabilità di proteggere i civili) e di tribunali internazionali per la prima volta nella storia dell ONU, penali, con potere di coercizione e di arresto anche di capi di stato. 


    IL CORSO (MATERIA A SCELTA)

    STORIA DEL DIRITTO INTERNAZIONALE

    Prof. CLAUDIO MOFFA

    PROGRAMMA 2016-2017

    30 ore (6 CFU)

    LA CRISI DELLA SOVRANITADEGLI STATI: LE INVOLUZIONI PARALLELE DEL DIRITTO EUROPEO

    E DEL DIRITTO INTERNAZIONALE DOPO LA FINE DELLA GUERRA FREDDA (1991-2011)

     

    La crisi della sovranità degli Stati sancita dalla Carta di San Francisco nel 1945, è ormai un dato di fatto evidente, che inizia ad essere citato nei dibattiti sulla crisi e sollevato in atti parlamentari e documenti politici con riferimento specifico al rapporto tra Italia e Unione Europea. Ma il fenomeno è generale, perché investe anche e soprattutto il Diritto Internazionale. Anzi, le due derive critiche appaiono parallele e originate da un punto di svolta comune, individuabile nel 1991: 17 gennaio, prima guerra d’Irak; 25 giugno, indipendenza della Slovenia; 13 novembre, scioglimento dell’URSS; 9 dicembre, accordo preliminare per il Trattato di Maastricht poi sottoscritto ufficialmente il 7 febbraio dell’anno successivo. Il segno della nuova tendenza è, in entrambi i casi, di involuzione e di erosione dell’indipendenza e della integrità degli Stati membri ONU e dell’UE.

    Il corso affronterà i due processi involutivi con un richiamo costante ai principali documenti europei e dell’ONU. L’Europa odierna ha ben poco a che fare con quella dei padri fondatori della CECA e del Trattato di Roma del 1957, al cui tavolo sedevano gli Stati membri in quanto Soggetti indipendenti legati da dispositivi solo pattizi: gli attuali dibattiti sulla crisi, l’eurozona, l’UE, il MES hanno portato alla luce, al contrario, la negazione delle sovranità degli Stati membri da parte dei due centri di potere autoreferenziali che impongono la loro volontà e le loro direttive ai Popoli europei: l’iperburocratica Commissione Europea e la Banca Centrale Europea. Questa è l’Europa odierna, che tanti criticano ma che nessuno è riuscito fino ad oggi a riformare nei suoi meccanismi di fondo.

    D’altro canto, come già accennato, anche il Diritto Internazionale ha conosciuto un percorso simile nel periodo che va dal 1991 ad oggi: la no fly zone, il diritto di autodecisione applicato ormai anche a parti degli Stati indipendenti, la R2P, acronimo inglese per “Responsability to Protect” le popolazioni civili dai governi centrali e legittimi ai sensi dello Statuto dell’ONU; l’istituzione di nuovi organismi giudiziari, i primi a competenza penale nella storia delle Nazioni Unite: Tribunali ad hoc  e Corte penale internazionale; la conseguente possibilità di incriminazione di interi governi e capi di stato  (Ruanda 1994, Sudan 2010), prassi assolutamente impensabile nell’epoca della guerra fredda, persino nei confronti delle leaderships razziste di Sudafrica e Rhodesia; e ancora, la codificazione del crimine di genocidio, fino allora dispositivo giuridico esclusivamente ‘pattizio’ (Convenzione del 1948) e dal 1994 vero e proprio crimine sancito dalla legge penale internazionale e applicato dalle Corti già citate - tutte queste innovazioni hanno finito per stravolgere il vecchio diritto internazionale postbellico e a confluire

    in un più generale “diritto di ingerenza umanitaria", che da una parte pone problemi reali anche se spesso amplificati dal pressing e dalle distorsioni mediatiche, e dall’altra è in sé lesivo dei principi di sovranità e di integrità degli Stati membri delle Nazioni Unite. Lo sbocco è dunque convergente con quello del coevo Diritto Europeo.  

     In entrambe i casi, i risultati dei due processi rischiano di essere la messa in discussione radicale del principio di rappresentanza che dovrebbe essere alla base dei Poteri legislativi sia nazionali e che sovranazionali: all’assenza di vere garanzie di democraticità di chi impone prassi e nuove ‘norme’ agli Stati un tempo indipendenti, fa da contraltare l’affiorare di un ‘governo ombra’ che tende a costruire un “New World Order” con il contributo di piccole ma attive e potenti minoranze transnazionali capaci di enorme potere finanziario. Individuarle è difficile se non è impossibile: quel che sarà possibile è invece definire con un buon grado di approssimazione i contorni giuridici del NWO, attraverso la lettura e – si auspica – il dibattito su tutti i documenti che verranno analizzati durante il corso, destinati a essere utilizzati come materiale di verifica e di esame: testi fondamentali del Diritto internazionale e Europeo (Carta di san Francisco, Convenzione del 1948, Trattato di Parigi – Ceca; Trattato di Roma 1957; Atto Unico Europeo 1985; Trattati dell’Unione Europea, 1992-2011; MES, etc), testi comparabili delle Risoluzioni ONU (CdS e A.G.) del periodo ’45-’90 e ’91-11; fonti bibliografiche sulle nuove teorie giuridico-internazionaliste del periodo postbipolare (ad esempio la teoria degli insorti).                                                                                                                                 

     

    Testi di esame

    - Manuale B. Consorti, Diritto Internazionale (“Lo Stato come soggetto di Diritto internazionale. Altri soggetti presunti tali” pp. 10-31,; pp. 193-216, “Il contenuto delle norme internazionali”, pp.193-215; Gli spazi aerei”, pp. 289-293).

    - Dispense, Il Tribunale Penale del Ruanda (Claudio Moffa)

    - C. Moffa, “Popoli senza Stato e Ideologi senza cervello”, Limes, 1, 1999 (oppure uno di questi testi: C. Moffa, L’Africa dalla decolonizzazione all’età postcoloniale. L’implosione del ‘diritto di autodeterminazione dei popoli, in P. Benvenuti, P. Gargiulo, F. Lattanzi, Atti del Convegno Nazioni Unite e Diritti dell’Uomo a trent’anni dall’adozione del Patti, Teramo 1996); - C. Moffa, “Dalla razza alla differenza: così la sinistra riscopre le virtù della guerra coloniale”, in AA.VV. (Losurdo,Taboni,Moffa,Catone), Dal Medio Oriente ai Balcani, La città del sole edit., 1999; - le schede sul dibattito marxista che verranno distribuite a lezione).

    - C. Moffa, L’intervento della Russia in Siria, tra inversione di tendenza e svolta storica, 2015, Rivista della cooperazione giuridica internazionale, n.51, 2015


    CONSIGLIATI

    - C. Moffa, “Stato e autonomismi in Italia: il contesto internazionale e europeo dopo la fine del bipolarismo”, Rivista della cooperazione giuridica internazionale, n.47, 2014;

    - Luca Baiada, “La responsabilità di proteggere”, in Questione Giustizia, 2010, n. 3;

    - C. Moffa, “Cinque tesi sulla guerra di Libia”, relazione per la II International Conference “World History and Actual Problems of International Relations”, April 12-13 2011 –The Ministry of Education and Science – A.Yu. Krimsky, Institute of Oriental Studies of the National Academy of Sciences of Ukraine – Luhansk National Taras Shevchenko University – Lugansk, Ukraine, pubblicato anche AA.VV., Scritti in onore di Augusto Sinagra, Aracne editrice, Roma 2013, pp. 383- 386, ISBN 978-88-548-6258-6).

     

    Una o due verifiche scritte, tramite questionari, durante il corso

     

     SCHEDA CONTENENTE I DESCRITTORI DI DUBLINO 


    Prof. CLAUDIO MOFFA

    Facoltà di Scienze Politiche

    Corso di Laurea Magistrale in Scienze Politiche Internazionali  2016-2017

     

      Denominazione insegnamento

    Storia del Diritto Internazionale

    Indicazione del docente

    Prof. Claudio Moffa

    Indicazione  dei  requisiti  specifici  
    del docente rispetto alla disciplina insegnata

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Professore ordinario dal 2000 SPS06-Storia delle Relazioni Internazionali, avvocato tessera ordavv Roma a34239, già giornalista professionista, membro dei Comitati scientifici di Africana e Eurasia, ha collaborato a numerose testate scientifiche di prestigio come la Rivista della Cooperazione giuridica internazionale, Limes, Politique Africaine, Le monde diplomatique, Politica Internazionale. Fra i suoi temi di ricerca cruciali per un approccio storico alla disciplina giuridico-internazionalista,

    1) la crisi del Diritto internazionale dopo la fine della guerra fredda (La crisi delle sovranità degli Stati: i percorsi paralleli del Diritto Internazionale e del Diritto Europeo, 2014; L’intervento della Russia in Siria, tra inversione di tendenza e svolta storica, 2015);

    2) l’immigrazione con i connessi temi del diritto di asilo, delle modalità dell’accoglienza o del respingimento, del rapporto difficile tra diritti delle minoranze e diritti della maggioranza (La favola multietnica. Per  una  critica della sociologia dell’immigrazione facile, 2004);

    ) la “questione nazionale” e il diritto di autodecisione dei popoli (L'implosion de la  'question nationale' après la  decolonisation, 1997; Popoli senza stato e ideologi senza cervello, 1999) con riferimento in particolare all’applicazione ultronea di tale diritto anche all’interno dei confini degli Stati sovrani, in contraddizione con il principio del dominio riservato che presiede le relazioni tra Stati un base alla Carta di San Francisco, e in violazione dunque dell’art. 2 dello Statuto dell’ONU che recita la dofesa della sovranità e dell’integrità degli Stati membri delle Nazioni Unite;

    4) la crisi economica internazionale (Rompere la gabbia: sovranità monetaria e rinegoziazione del debito contro la crisi, 2013).

     Infine, come fondatore e coordinatore del Master Enrico Mattei in Vicino e Medio Oriente (2005-16) ha promosso diversi seminari di diritto internazionale, europeo, penale, sui Tribunali internazionali ad hoc, sul genocidio, sull’immigrazione.

      Settore disciplinare

    SPS 06

    Calendario didattico

    II semestre

    Tipologia di attività formativa

    Materia a scelta

    Numero di crediti

    6

    Numero di ore

    30

    Eventuali propedeuticità

    La disciplina si caratterizza come una articolazione in chiave giuridica della Storia delle Relazioni Internazionali e della Storia contemporanea. Utili tuttavia gli eventuali  studi pregressi di diritto internazionale e diritto europeo

    Obiettivi formativi (applicare descrittori

    di Dublino)

    Conoscenza e capacità di comprensione

    Il corso è articolato sia in senso diacronico-evenemenziale sia sincronico-tematico. Verranno in particolare proposte alcune tematiche anche “d’avanguardia” emergenti dai periodi oggetto di studio, con connessi testi o libri di testi: * teoria e pratica della questione nazionale con lettura di testi classici (Herder, Renan, Chabod, filoni marxista e liberale, etc.); * La politica estera italiana dal 1945 ad oggi, con riferimento in particolare all’area euromediterranea (letteratura su Mattei e documenti di archivio); * La crisi-revisione del Diritto Internazionale e del Diritto Europeo dopo la fine del bipolarismo (Bricmont, Chemillier Gendrau, Sinagra, Bargiacchi); *Capitale finanziario-bancario e capitale industriale nella storia, sovranità monetaria e questione del ‘signoraggio’ (Marx, Berta, Hobson, Hilferding, Allais, Auriti, etc); * la questione del ‘genocidio’ studio di caso, il genocidio armeno.

     

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione

    (applying knowledge and understanding)

    Come sempre, il docente – nella premessa metodologica e per ogni tematica affrontata - insiste sia sulla  necessità della separazione tra FATTI e OPINIONI, sia sulla complessità della disciplina storica a sua volta collegata all’ineludibile interferenza su di essa della Politica e dei Valori o disvalori etici che essa propone e ri-attualizza costantemente.  Fermo restando che la verifica dell’acquisizione di tali metodologia e complessità della Storia avranno la loro verifica piena solo in sede di eventuale elaborato finale del corso LM, i questionari di cui al punto precedente potranno includere quesiti rivelatori o per meglio dire indicatori del livello raggiunto dallo studente nel descrittore de quo.

     

    Autonomia di giudizio (making judgements)

    Il docente, come sua prassi costante in 35 anni di insegnamento, invita gli studenti

    a intervenire, a porre domande, a proporre proprie idee e analisi anche critiche. Il problema non è la diversità di opinioni, ma se si studia o no:agli esami alcuni studenti hanno ottenuto anche 30 e lode esprimendo liberamente, ma in modo argomentato, le loro opinioni, differenti da quelle del docente.

     

    Abilità comunicative (communication skills)

    I NUVA e i questionari anonimi redatti in proprio e controfirmati nel retro dai presenti (a dimostrazione che sono autentici) dimostrano la capacità comunicativa del docente. In generale ho avuto sempre apprezzamenti più che positivi come capacità di spiegazione dei temi trattati.


    Capacità di apprendimento (learning skills)

    Vedi la summa dei punti precedenti e connesse verifiche

     

     

     

    Metodologia di insegnamento

    Lezioni frontali, uso di dispense e documenti in fotocopia, o di diapositive

    Modalità      di      esame       di     eventuali
    verifiche di profitto in itinere

     Su tre dei temi di cui sopra, si svolgeranno altrettante verifiche endoseminariali     

     

    Modalità di iscrizione e di gestione dei

    rapporti con gli studenti

    Firme di presenza, richiesta email e eventuale cell. Negli ultimi anni, uno studente o studentessa si propone o accetta di fare da tramite con i suoi colleghi di corso

    Eventuali attività di ricerca a supporto

    della didattica

    Proposte di gruppi di ricerca o di ricerche in senso lato (anche per unità di notizia ad hoc) verranno come sempre avanzate dal docente

     



  • Argomento 1

    • Argomento 2

      • Argomento 3

        • Argomento 4

          • Argomento 5

            • Argomento 6

              • Argomento 7

                • Argomento 8

                  • Argomento 9

                    • Argomento 10