Indice degli argomenti

  • Sociologia dello sviluppo - Everardo Minardi - a.a. 2014/2015

    Il prof.Everardo Minardi, professore ordinario di sociologia generale presso la Facoltà di scienze politiche della Università di Teramo, dopo aver avviato come presidente il Corso di laurea triennale in scienze sociologiche per lo sviluppo locale e la governance territoriale, è attualmente direttore del Dipartimento di teorie e politiche dello sviluppo sociale.
    Nell'ambito dell'Ateneo teramano in quanto delegato del rettore ha avviato le relazioni di cooperazione tra la Università di Teramo e le Università di Zara (Croazia) e del Montenegro (Serbia Montenegro) e rappresenta l'Università di Teramo in UniAdrion, consorzio delle Università dell'Adriatico e dello Ionio; sempre in base ad una delega rettorale ha curato i rapporti con la Regione Abruzzo per la partecipazione della Università ai Por FSE regionali. Su finanziamento dei Por regionali ha curato il progetto Labor Interamnia, con il quale sono stati realizzati presso i corsi di laurea i moduli professionalizzanti.
    Professa i corsi di sociologia generale (SPS/07) presso i corsi di laurea triennale in scienze politiche, scienze giuridiche, scienze sociologiche per lo sviluppo locale e la governance e il corso di laurea magistrale di scienze politiche. Dal 2005 tiene il corso di sociologia generale anche per i corsi di laurea della Facoltà di Giurisprudenza dell'Ateneo teramano.

    OBIETTIVI DEL CORSO, PREREQUISITI E PROPEDEUTICITA'

    • Obiettivi  generali: Il corso intende presentare il tema disciplianare attraverso l'evidenziazione dei paradigmi di riferimento e la loro trattazione anche in termini evolutivi con attenzione alle implicazioni socioeconomiche del temma dello sviluppo. Il corso intende altresì privilegiare la dimensione applicativa e sperimentale dei quadri concettuali di riferimento, evidenziando il quadro di riferimento metodologico che consente l'approfondimento e la comprensione della complessità dei processi che attengono allo sviluppo nella dimensione sia locale che globale.
    • Prerequisiti: 
    • Propedeuticità: 

    INDICATORI DI DUBLINO PER UNITA' DIDATTICA

    In modo particolare il corso si articolerà in due parti:

    1. UNITA' DIDATTICA: 

     Le teorie sociologiche dello sviluppo: le teorie, i modelli, analitici ed interpretativi con particolare riferimento agli attori, ai fattori culturali e strutturali dello sviluppo nel contesto dei sistemi globali e della divisione internazionale del lavoro;

     

    2. UNITA' DIDATTICA:

    Lo sviluppo locale: i modelli di analisi, di progettazione e di getsione dello sviluppo attraverso i sistemi economici e sociali locali.

    Libri di testo

    • M. Moroni (a cura di), Lo sviluppo locale. Storia, economia e sociologia, Il Mulino, Bologna, 2007.
    • C. Trigilia, Sviluppo locale. Un progetto per l'Italia, Laterza, Bari-Roma, 2005.
    • G. Di Francesco, E. Minardi (a cura di), Paradigmi sociologici per lo sviluppo locale, Homeless Book, 2003 (Lo si può acquistare direttamente dal docente).
    • E. Minardi e altri, Sviluppo locale. Del/dal territorio, FrancoAngeli, Milano, 2008 (lo si può acquistare direttamente dal docente).
    • E. Minardi, R. Di Federico (a cura di), La frontiera. Il caso Vibrata - Tronto, Homeless Book, 2013 (lo si può acquistare dal docente).
    • P. Rizzi, A. Seccheri (a cura di), Promuovere il territorio, FrancoAngeli, Milano, 2006

    Sono indicati qui alcuni testi che saranno ulteriormente arricchiti da altri proposti durante le lezioni.

    Si vuole da subito sottolineare che il docente ritiene che la preparazione dello studente per l'esame debba avvenire in termini fortemente personalizzati, anche sulla base segli interessi di ricerca (per la tesi finale magistrale) che lo studente intende perseguire con la scelta libera di questo corso, rispetto ad altri.

    Inlotre, il docente ritiene che il ricorso alla bibliografia debba essere effettuato anche sulla base del proprio work finale che - è un consiglio che si intende rivolgere a tutti- che lo studente vorrà predisporre al termine del corso anche anticipando contenuti e interessi del suo lavoro di tesi magistrale finale.

    In questa prospettiva il docente è disponibile a fornire la collaborazione e l'assistenza richiesta.

    MATERIALE DI APPROFONDIMENTO

     

    PROVE INTERMEDIE

  • Argomento 1

    Le lezioni del docente intendono aiutare lo studente nel delineare un percorso analitico che si sviluppi su due dimensioni:

    • quella concettuale, volta ad individuare i paradigmi su cui si può definire una sociologia dello sviluppo
    • quella storica e sociale, incentrata sull'analisi e la valutazione dei contesti in cui si osservano i processi dello sviluppo in tutti i suoi aspetti, da quelli ambientali a quelli economici e sociali.

    Obiettivo del corso è infatti è di mettere in evidenza le forti criticità che si sono prodotte con una certa rappresentazione e realizzazione dello sviluppo e le linee di cambiamento che si stanno producendo anche attraverso il cambiamento dei paradigmi di riferimento, individuabili nell'ambito delle scienze economiche e sociali.

    Come prima tappa di riflessione, anche al fine di evidenziare una delle nozioni più consolidate e diffuse dello sviluppo, è la sua configurazione come "progresso".

    Attraverso la sociologia positiva di Comte e la sociologia organicista (funzionalista) d Durkheim, si sottolinea una rappresentazione causale e al tempo stesso olitistica dello sviluppo, come effetto di una concatenaziona razionale di eventi progressivi (Comte) e come effetto di un processo di differenziazione funzionale (Durkheim) che producono il nuovo stato di una società sviluppata, come organismo integrato, dotato di una struttura causale e di una autoregolazione funzionale.

    Con il contributo di Max Weber si abbandona la visione meccanica ed organicistica (olistica) dello sviluppo per sottolineare la centralità del processo di modernizzazione che ad esso si connette.

    Lo sviluppo è il risultato di un processo di cambiamento che coinvolge anche la dimensione antropologica dell'individuo, che sviluppando la logica della razionalità strumentale, informa di sè la complessiva dimensione del sociale.

    La modernizzazione impresa dalla razionalità caratterizza quindi lo sviluppo, che fa della razionalità e della razionalizzazione l'elemento distintivo ed accumulativo delle risorse che consentono la presa di distanza, anzi per certi versi la rottura della società moderna rispetto a quella del passato.

    • Argomento 2

      Max Weber con riferimento allo sviluppo sottolinea il ruolo che la razionalità strumentale (rispetto allo scopo) viene ad assumere come fattore, rilevante anche sotto un profilo antropologico, per l'avvio del processo di modernizzazione, all'interno del quale si configurano le innovazioni del processo di sviluppo. Un altro aspetto, costitutivo del concetto di sviluppo, va richiamato alla attenzione e alla considerazione: il passaggio dai modi di produzione di tipo tradizionale al modo di produzione industriale. Il riferimento diretto a questo punto della riflessione è Karl Marx e le sue opere, con particolare riferimento a "il Capitale". In particolare occorre fare riferimento (e si consiglia la lettura) ai capitoli 13,14,15 de "il Capitale". In tali capitoli Marx ci descrive analiticamente le fasi del passaggio da un modo di organizzare il lavoro per la produzione di beni e valori caratterizzato dalla cooperazione semplice, poi complessa, alla forma organizzativa che viene ad assumere il lavoro artigiano. Successivamente, tramite la rivoluzione delle macchine, il lavoro artigiano viene strutturalmente trasformato, socializzato all'interno di una struttura produttiva con un crescente peso delle macchine, rappresentata dalla manifattura, per poi procedere alla progressiva e quindi totale sostituzione del lavoro operaio con le macchine e il sistema automatico delle macchine, rappresentata dalla industria e dalla grande industria. L'avvio e la generalizzazione del processo di industrializzazione è ciò che connota ormai istituzionalmente lo sviluppo. Non è pensabile lo sviluppo che non sia industriale, segnato da questo carattere che se porta con sé grandi contraddizioni (il conflitto antagonistico, di classe tra capitalisti e lavoratori), genera anche inedite ed estese potenzialità di reddito, di condizioni di vita, di mobilità, di accesso ad un sistema di stratificazione sociale che tuttavia si presenta innovativo rispetto alla divisione castale della società propria del passato. Perciò, razionalità strumentale, modernizzazione, industrializzazione divengono elementi distintivi dello sviluppo, modalità attraverso le quali lo sviluppo si definisce, riproducendo se stesso anche sul piano culturale e sociali attraverso rappresentazioni collettive che lo sanciscono in via definitiva.
      • Argomento 3

        Lo sviluppo come sviluppo industriale produce effetti di grande rilevanza ed estensione nel contesto dell'ambiente e dei territori e quindi conseguentemente sui sistemi sociali. Un effetto di grande proporzione è il processo di urbanizzazione. La forma, la organizzazione, la natura della città cambia così come mutano le caratteristiche morfologiche del territorio, in cui lo sviluppo industriale si attiva, inducendo modalità diverse di uso e di consumo del territorio. L'industria è tipicamente urbana e attrae una crescente quantità di persone dai territori agricoli, periferici, determinando concentrazioni nello spazio urbano, che vincono le forme tradizionali dei suoi insediamenti (la distribuzione tra le élites aristocratiche e il popolo) per espanderne i confini generando unità urbane (Engels li chiama i borghi putridi) prive di identità e di cultura riconosciute, per addivenire a forme nuove di organizzazione della vita sociale (i quartieri, oggi li definiamo). Lo sviluppo è quindi generatori di cambiamenti negli insediamenti urbani, che tendono a creare nuove gerarchie, tali da privilegiare ambiti urbani sempre più grandi a scapito di una periferizzazione sempre più rllevanti per gli spazi marginali di regioni e territori, destinati in un certo senso ad un fisiologico non sviluppo. Quindi metropolizzazione dello sviluppo da un lato e marginalizzazione fisica e sociale dall'altro. In un certo senso, il secolo scorso è stato caratterizzato da un progressivo distacco tra i paesi dello sviluppo (Nord Europa e poi Nord America) e i paesi del non sviluppo (paesi del Sud del mondo). Borgo, città, metropoli diventano le tappe di uno sviluppo inarrestabile e dominato dalla regolazione industriale. Ciò che non rientra all'interno di questo percorso non sembra aver peso e consistenza, perché estraneo strutturalmente dalla possibilità di attivare una dinamica di sviluppo.
        • Argomento 4

          • Argomento 5

            • Argomento 6

              • Argomento 7

                • Argomento 8

                  • Argomento 9

                    • Argomento 10