Indice degli argomenti

  • Linguaggi della comunicazione audiovisiva - Prof. A. Sangiovanni & Prof. G. D'Autilia - a.a. 2014/2015

    Il corso è tenuto da Andrea Sangiovanni  e Gabriele D'Autilia

    .

    Andrea Sangiovanni è ricercatore in storia contemporanea e si occupa di rappresentazioni pubbliche, immaginario collettivo, mass media. Se ti interessa il curriculum completo e l'elenco delle pubblicazioni segui il link


     Gabriele D'Autilia è ricercatore in Fotografia e Cinema e si occupa di storia e linguaggi della fotografia e del cinema del reale, di cultura visuale, di immagini e storia.

    OBIETTIVI DEL CORSO, PREREQUISITI E PROPEDEUTICITA'

    • Obiettivi formativi generali: 

      Obiettivo del corso è dotare gli studenti di un insieme di strumenti  per decodificare le varie forme del linguaggio audiovisivo che caratterizzano la comunicazione contemporanea. Verranno dunque discussi con gli studenti, sulla base della loro esperienza di spettatori – e in qualche caso di realizzatori – di prodotti audiovisivi, gli elementi di base della grammatica e della sintassi del linguaggio audiovisivo, compendiandoli con elementi della storia dei singoli medium e, ampliando ancora di più lo sguardo, dell’intero sistema dei media. Finalità del corso, dunque, è mostrare come il linguaggio audiovisivo sia il risultato di una continua contrattazione fra storia, estetica e tecnica: un codice complesso e continuamente riadattato che si cercherà di decodificare insieme agli studenti.

      Per questo motivo il corso avrà un carattere marcatamente seminariale e affiancherà alle lezioni frontali la visione di film e materiali audiovisivi, oltre che la lettura e l’analisi di saggi e articoli specialistici: gli studenti saranno così sollecitati ad un continuo scambio di opinioni, visioni e analisi con i docenti.

    • Prerequisiti: nessuno
    • Propedeuticità: nessuna

    INDICATORI DI DUBLINO PER UNITA' DIDATTICA

    1. UNITA' DIDATTICA (prof. Gabriele D'Autilia)

    Gli elementi del linguaggio cinematografico, dal muto al montaggio classico hollywoodiano 

    (Durata: 3 settimane; CFU: 3)

    Conoscenza e capacità di comprensione:

    L'unità didattica si concentrerà sulla conoscenza del linguaggio cinematografico, stimolando negli studenti la loro capacità di riconoscerne gli elementi a partire dalla loro esperienza audiovisiva e concentrandosi quindi sull'analisi del film nei suoi differenti elementi, filmici e profilmici: in particolare si affronteranno i temi del montaggio cinematografico, del sonoro, della luce, ma anche della scrittura del film e della sua produzione, con riferimenti tratti dalla storia del cinema.

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione:

    Si utilizzeranno numerosi brani di film per capire la conoscenza degli studenti sia degli elementi del linguaggio filmico che dei prodotti audiovisivi a partire dall'epoca del muto. Gli studenti si eserciteranno nel riconoscimento degli elementi di linguaggio confrontandosi anche con prodotti contemporanei più vicini alla loro sensibilità.

    Autonomia di giudizio:

    Alcune occasioni di confronto in aula serviranno a mettere alla prova la capacità di giudizio degli studenti sia sul prodotti audiovisivi a loro sottoposti sia su film di loro conoscenza.

    Abilità comunicative:

    Le abilità comunicative saranno messe alla prova stimolando gli studenti a spiegare agli altri colleghi gli elementi di una materia di cui hanno una conoscenza ancora imperfetta.

    Capacità di apprendimento:

    Nel continuo dialogo in aula si potrà verificare la capacità di apprendimento della materia.

    2. UNITA' DIDATTICA (Prof. Andrea Sangiovanni)

    I media sonori, dal grammofono alla radio all'I-pod

    (Durata: 2 settimane; CFU: 2)

    Conoscenza e capacità di comprensione: l'unità didattica analizzerà i media sonori a partire dal grammofono e dagli strumenti di riproduzione meccanica del suono. Al centro dell'analisi ci sarà la radiofonia, essendo stata la radio il principale mass media di ambito domestico degli anni Trenta e Quaranta. Verrà quindi analizzato il linguaggio radiofonico e il modo in cui esso si è trasformato nella seconda metà del '900, fino ad arrivare alle modifiche derivate dalla diffusione delle web radio, attraverso l'ascolto e l'analisi di spezzoni di programmi radiofonici.

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione:  Gli studenti dovranno analizzare frammenti di programmi radiofonici, scomponendoli nelle loro componenti principali e identificando le caratteristiche del linguaggio tipiche di ciascun frammento (programma). Inoltre gli studenti saranno chiamati a progettare un proprio intervento radiofonico, in collaborazione con la radio di Ateneo.

    Autonomia di giudizio: gli studenti dovranno essere in grado di mostrare capacità di analisi e autonomia di giudizio nel valutare i testi radiofonici sottoposti al loro esame.

    Abilità comunicative: gli studenti metteranno alla prova la propria abilità comunicativa nel progettare (e possibilmente realizzare) un progetto radiofonico in collaborazione con la radio di Ateneo.

    Capacità di apprendimento: gli studenti dovranno dimostrare di aver appreso gli elementi principali della storia della radiofonia collegandoli con l'evoluzione e la trasformazione del linguaggio radiofonico.

    3. UNITA' DIDATTICA (Prof. Andrea Sangiovanni)

    L'informazione, dalla carta agli schermi

    (Durata: 1 settimana; CFU: 1)

    Conoscenza e capacità di comprensione: Il modulo analizzerà in modo sintetico la trasformazione del linguaggio giornalistico nel passaggio attraverso media differenti: il giornale, la televisione, il web.

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione: gli studenti dovranno dimostrare di saper applicare le nozioni teoriche attraverso l'esame di notizie proposte su media differenti

    Autonomia di giudizio: gli studenti dimostreranno la propria autonomia di giudizio nell'esame dei diversi linguaggi legati all'informazione.

    Abilità comunicative: Gli studenti metteranno alla prova le proprie abilità comunicative scrivendo un testo informativo adattati a media differenti.

    Capacità di apprendimento

    4. UNITA' DIDATTICA (prof. Gabriele D'Autilia)

    I generi cinematografici

    (Durata: 3 settimane; CFU: 3)

    Conoscenza e capacità di comprensione

    Il modulo si concentrerà sui generi cinematografici e quindi sulle diverse articolazioni dei linguaggi dell'audiovisivo. Si approfondirà inoltre il rapporto tra cinema, fotografia e realtà attraverso lezioni sul cinema documentario e sul cinema del realismo. Una visita agli stabilimenti cinematografici di Cinecittà e all'archivio dell'Istituto Luce servirà ad approfondire gli aspetti tecnici della produzione cinematografica. 

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione:

    Gli studenti dovranno dimostrare di saper riconoscere i diversi generi cinematografici motivando le loro affermazioni.

    Autonomia di giudizio:

    Il modulo intende inoltre sviluppare una capacità critica nei confronti del prodotto cinematografico a prescindere dai canoni consolidati.

    Abilità comunicative:

    Gli studenti alla fine del corso dovranno esercitarsi nell'analisi di un film proposto dimostrando di aver compreso gli elementi base della materia.

    Capacità di apprendimento

    Sempre applicandosi all'analisi di un film gli studenti dovranno dimostrare, attraverso un compito scritto, le conoscenze acquisite in campo linguistico e tecnico.

    5. UNITA' DIDATTICA (Prof. Andrea Sangiovanni)

    Il linguaggio televisivo

    (Durata: 3 settimane; CFU: 3)

    Conoscenza e capacità di comprensione: L'obiettivo dell'unità è fornire allo studente gli elementi basilari di conoscenza della storia - politica e sociale - della televisione italiana, dall'inizio delle trasmissioni regolari nel 1954 in una situazione di monopolio, alla nascita di un sistema misto con una forte componente privata non regolamentata alla fine degli anni '70, accennando infine alle leggi di sistema del 1990 (Legge "Mammì") e del 2004 (legge "Gasparri"). Su questa base si rifletterà sui differenti linguaggi della televisione e sul modo in cui essi cambiano dalla fase di monopolio statale a quella della concorrenza con i privati.

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione: la capacità degli studenti di comprendere la trasformazione del linguaggio televisivo in rapporto alla storia del medium verrà testata attraverso l'analisi di frammenti di programmi televisivi.

    Autonomia di giudizio: gli studenti dovranno essere in grado di mostrare capacità di analisi e autonomia di giudizio nel valutare i frammenti televisivi sottoposti al loro esame

    Abilità comunicative:

    Capacità di apprendimento:gli studenti dovranno dimostrare di aver appreso gli elementi principali della storia della televisione collegandoli con l'evoluzione e la trasformazione del suo linguaggio 

    Libri di testo

    per gli studenti frequentanti

    • Aldo Grasso, Prima lezione sulla televisione, Laterza, Roma-Bari 2011
    • Enrico Menduni, I linguaggi della radio e della televisione: teorie e tecniche, Laterza, Roma-Bari, 2013
    • Antonio Costa, Saper vedere il cinema, Bompiani, Milano 2011
      • quest'ultimo testo può essere sostituito con Augusto Sainati, Massimiliano Gaudiosi, Analizzare i film, Marsilio, Venezia 2013)

    per gli studenti non frequentanti

    ai testi già indicati gli studenti non frequentanti devono aggiungere due altri testi, scelti fra i seguenti

    • Andrea Sangiovanni, Le parole e le figure. Storia dei media in Italia dall’età liberale alla seconda guerra mondiale, Dozelli, Roma 2011
    • Enrico Menduni, Antonio Catolfi, Produrre tv. Dallo studio televisivo a internet, Laterza, Roma-Bari 2009
    • Paolo Taggi, Il DNA dei programmi TV. Come scrivere e leggere l’intrattenimento TV, Dino Audino Editore, 2007
    • Massimo  Scaglioni, La tv dopo la tv, Vita&Pensiero, Milano 2011
    • Franco Monteleone, Televisione ieri e oggi. Studi e analisi sul caso italiano, Marsilio, Venezia 2006
    • Giacomo Manzoli, Da Ercole a Fantozzi. Cinema popolare e società italiana dal boom economico alla neotelevisione (1958-1976), Carocci, Roma 2012
    • François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, Il saggiatore, Milano 2008
    • Walter Murch, In un batter d'occhi. Una prospettiva sul montaggio cinematografico nell'era digitale, Lindau, Torino 2007

    MATERIALE DI APPROFONDIMENTO


     

    PROVE INTERMEDIE

    • Unità didattica 1: 
    • Unità didattica 2: esercitazione libera: realizzazione di una recensione critica al film La mano nel cappello
    • Unità didattica 3: 
    • Unità didattica 4: 

  • Gli elementi del linguaggio cinematografico, dal muto al montaggio classico hollywoodiano

    Il primo modulo di D'Autilia proporrà un ciclo di 9 lezioni che fornirà gli elementi base per la conoscenza del linguaggio cinematografico, analizzato dalla sua origine ai tempi del muto, fino alla definizione del linguaggio classico hollywoodiano (per molti versi in voga ancora oggi). In particolare: 

    Aggiungeremo qui di seguito ogni settimana osservazioni e materiali utili per lo studio, seguendo gli argomenti svolti a lezione, quindi registreremo anche eventuali modifiche del programma e delle attività. Le osservazioni serviranno agli studenti per uno studio più consapevole dei testi, fornendo alcune tematiche su cui riflettere in vista dell'esame.

    Lezione 1. Incontro con gli studenti, verifica della loro conoscenza del cinema tra storia e linguaggio, presentazione dei testi di studio, ecc.

    Lezione 2. Incontro IgerAcademy: lavorare con Instagram, in cui si sono analizzate le possibilità della valorizzazione turistica del territorio attraverso Instagram.

    Osservazioni. Social network e lavoro: è Instagram un'opportunità? Cosa fare per promuovere il territorio attraverso la fotografia? Sviluppate idee in proposito, anche in vista di uno sviluppo del rapporto tra la nostra facoltà e la Regione Abruzzo in merito alla promozione della regione.

    Lezione 3. Visione del film Quarto potere e individuazione degli elementi del linguaggio audiovisivo secondo le conoscenze degli studenti.

    Osservazioni. Dalla stessa struttura fino alla singola inquadratura, Quarto potere è una sorta di manuale del linguaggio cinematografico. Nella storia del cinema ha rappresentato una rottura, trasgredendo le regole del cinema classico hollywoodiano e proponendo un suo linguaggio. Quali elementi del linguaggio si possono individuare nel film? Inquadrature, punti di vista, profondità di campo, piani sequenza, luci, montaggio, ma anche scrittura e recitazione. Il ruolo delle scenografie. Attenzione ad inserire il film nel contesto storico-cinematografico. A quali altri film o stili cinematografici si può paragonare il film?

    Lezione 4. Gli elementi del linguaggio cinematografico: regole ed eccezioni. Narrazione cinematografica, inquadratura, montaggio.

    Per questo argomento, sviluppato nelle lezioni 3, 4, 5 mettiamo alcuni link dei brani di film visionati; di altri film di cui si è parlato mettiamo solo i titoli poiché su Youtube spesso, per motivi di copyright alcuni documenti vengono eliminati: è possibile tuttavia trovare i brani attraverso una nuova ricerca (su Youtube se una cosa non c'è più oggi ci sarà di nuovo domani).

    Si suggerisce agli studenti di provare ad analizzare un film a piacere per individuare gli elementi del linguaggio cinematografico di cui si è parlato a lezione.

    Youtube: Scena da Gli ultimi fuochi di Elia Kazan, De Niro spiega allo sceneggiatore cos'è il cinema.

    Riflettete su due elementi che costituiscono delle eccezioni: la profondità di campo e il piano sequenza

    Youtube: scene iniziali de I protagonisti di Altman e L'infernale Quinlan di Welles: profondità di campo

    Il montaggio.

    Youtube: Effetto Kulesov

    Spazio e tempo come elementi del montaggio: in che senso?

    Il découpage classico.

    montaggio classico e climax: 

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     Colazione da Tiffany

    In che senso parliamo di montaggio connotato?

    Youtube: scena dell'osso in 2001 odissea nello spazio. 

    Come si trasgrediscono le regole di Hollywood.

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     cosa si può dire di questa scena?

    Che rapporto c'è tra la scrittura del film e il linguaggio?

    E' linguaggio la scenografia?  

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    Campo e controcampo: 

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    Suono e linguaggio.

    Youtbe: Singing in the rain, Gene Kelly 1952

    Che linguaggio è? E che cinema é? 

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     Entr'acte di Clair

    Lo stesso soggetto per tre film diversi:

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     1927

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     1964

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     2004

    Lezione 5. Gli elementi del linguaggio cinematografico: regole ed eccezioni. Narrazione cinematografica, suoni e luci. 

    Lezione 6. Gli elementi del linguaggio cinematografico: slide riassuntive: vedete qui sotto.

    Lezione 7. Il linguaggio senza parole: raccontare con il cinema muto: "Il pubblico vociante dei film muti diventò il pubblico muto dei film sonori"

    Fiction e nonfiction delle origini.

    Lumiere

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    E Melies

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    Con quali elementi di linguaggio si esprimeva il cinema muto?

    Griffith e Nascita di una nazione, 1915; Cabiria, 1914.

    Primi passi del montaggio

    Lezione 8

    Lo studio system e lo star system.

    Quali sono le major? E cosa controllavano?

    Lezione 8. Il cinema classico hollywoodiano, le regole.

    4 elementi: Continuità narrativa, trasparenza del linguaggio, spazio continuo e prospettico, linearità temporale.

    gli strumenti tecnici e gli effetti:

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    King Kong 1933

    Lezione 9. I generi cinematografici: western, musical, gangster, melodramma. Di ognuno di questi quali sono le caratteristiche del messaggio e dei personaggi?

    slapstick comedy: scrittura e montaggio. Charlie Chaplin, Buster Keaton, Harold Lloyd

    Lezione 9. Oltre Hollywood, i linguaggi del cinema europeo.

     

  • I media sonori, dal grammofono alla radio, all'I-pod

    La seconda unità didattica è dedicata ai media sonori ed è articolata in 6 lezioni

    Ci si soffermerà in particolare su due aspetti:

    • il modo in cui l'avvento del sonoro trasforma la cinematografia
    • la radiofonia

     lezione 1

    Nella prima lezione dell'unità si cercherà di rispondere a questa domanda:

    l'introduzione del sonoro rivoluziona il linguaggio cinematografico e modifica, con il contemporaneo affermarsi degli strumenti di riproduzione meccanica del suono e dei media sonori, il sistema dei media. Si tratta solo di un cambiamento tecnologico, o siamo in presenza di una più profonda trasformazione culturale?

    Ci si aiuterà con la visione di un film recente che ha raccontato il passaggio dal muto al sonoro: The Artist (Michel Hazanavicius, 2011)

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    In particolare ci si concentrerà sulla fase precedente all'introduzione del suono nel film: che tipo di esperienza faceva uno spettatore durante la visione di un film muto? era un'esperienza completamente silenziosa? e, allo stesso tempo, è esistita una domanda sociale di intrattenimento sonoro prima della nascita del cinema sonoro? 

    Prima della lezione potrebbe essere utile approfondire alcuni temi più tecnici con due prodotti audiovisivi di buona fattura: la storia del passaggio dai film muti a quelli sonori

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     e quella della nascita della prima tecnologia ottica sound-on-film (realizzata da uno degli inventori della radiofonia, Lee De Forest).
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     lezione 2

    Visione del film La mano nel cappello, opera prima di Francesco Paolucci. Al termine della visione, colloquio-intervista con il regista, il direttore di produzione, gli attori. Alla visione del film è collegata anche un'esercitazione da casa, la realizzazione di una recensione critica secondo le modalità specificate di seguito: il compito dovrà essere consegnato tramite piattaforma entro il 10/2.

     lezione 3-6

    Nelle restanti lezioni dell'unità si affronta la nascita e lo sviluppo della radiofonia, intrecciando storia e linguaggio. Si cercherà infatti di mostrare come il linguaggio radiofonico, pur possedendo alcune caratteristiche fondamentali sin dai suoi primi anni di vita, si sia modificato in rapporto sia alle tecnologie, sia all'uso sociale che si è fatto della radio.

    Al termine del ciclo di lezioni, metterò qui la presentazione in power point usata durante il corso, in modo che gli studenti possano usarla come promemoria.

  • Questo argomento

    La radio alla radio: la nascita dei cento fiori

    In questa sezione vi spiego il meccanismo - già accennato in aula - che ci consentirà di costruire una lezione sulla storia e il linguaggio radiofonico alla radio: si tratta di un esperimento, il cui successo sarà determinato dall'impegno che noi tutti sapremo metterci.

    La puntata di "radio alla radio" si intitola I cento fiori e descrive la nascita e lo sviluppo delle radio libere in Italia dal 1975 fino ai primi anni '80, nella fase di passaggio dalla radiofonia "libera" a quella privata e commerciale. Qui di seguito troverete la scaletta della trasmissione, inserita in un clock orario che prevede una interruzione pubblicitaria ogni venti minuti. Lavoreremo quindi su blocchi da 20', all'interno del quale troveranno spazio anche le canzoni e i documenti sonori, e le schede che li spiegano.

    All'interno della scaletta troverete le indicazioni relative agli autori dei singoli testi: useremo lo spazio comune del forum del corso - nel quale aprirò un apposito thread - per caricare - e correggere - i testi (e spero anche i materiali sonori), man mano che verranno preparati. Naturalmente, faremo anche delle prove e decideremo chi dovrà andare in voce: come regola generale proporrei che gli autori dei testi trovassero il coraggio per provare a parlare al microfono. Tuttavia, ci terremo dei candidati speaker di riserva (qualcuno si è già fatto avanti) per i casi di rinuncia.

    E allora cominciamo:

    blocco 1 (20')

    Introduzione: Monica + Sangiovanni + D'Autilia: spiegazione dell'esperimento e lancio canzone/sigla (3'20'')

    La radio di Eugenio Finardi: (1'41'')

    Scheda canzone: Ben Ammar e Zenobi (2')

    Introduzione al problema storiografico: Sangiovanni (4')

    un panorama della storia di metà anni '70: D'Autilia (5')

    Un panorama della produzione mediale di metà anni 70: Napoleone, Antonioli, Mandracchia (4')

    Blocco 2

    Le radio pirata: Sangiovanni (2') + lancio clip

    Clip audio da I love radio rock (2'30'') + scheda film: Aretini, Cimini (2'30'')

    Le radio estere e la prima radio "pirata" italiana: Sangiovanni (2')

    Il mondo giovanile in fermento: D'Autilia (2'30'')

    Sigla di Bandiera gialla (T-bird), oppure si potrebbe usare (in tutto o parzialmente) l'audio di questo documento : in ogni caso siamo intorno ai 2'30''

    Scheda su Bandiera Gialla Per voi giovani: Di Sabatino-Farinelli e Cirillo (3')

    Scheda su Chiamate Roma 3131 (+ documento audio: dal libro La prima volta del telefono): Di Marco, Tommassoni e Lorella Di Giuseppe (3')

    Blocco 3

    lettura di un frammento dell'articolo di Eugenio Scalfari E ora libertà d'antenna (L'Espresso, 1972) (1'30'')

    Lo sgretolamento del monopolio pubblico attraverso le sentenze della corte costituzionale: Sangiovanni (6'30'')

    Ho perso le parole di Luciano Ligabue (4'21'')

    Scheda canzone: D'amico Alessia e Elide (2')

    Scheda film (Radio freccia): D'Andrea e Bucci (2')

    Quante erano le radio libere?: Sangiovanni (2',30'')

    Blocco 4

    Lavorare con lentezza di Enzo del Re (2'12'') [o una canzone adatta ad introdurre le radio politiche]

    Scheda canzone: Castagna e Olivieri (2')

    Scheda film: Tamburro e Marchetti (2')

    I diversi tipi di radio libere: Sangiovanni (3')

    Frammenti sonori da Radio Alice

    Se qualcuno vuole farla, qui c'è spazio per una scheda su Radio Alice: potrebbe essere la coppia Liberatoscioli-Sorgi, oppure quella Petracca-Narcisi, per cui non ho trovato canzoni e film

    I cento passi (4'26")

    Scheda canzone: Lione e Seconi (2')

    Scheda film Tamburro e Marchetti (2')

    Se qualcuno vuole farla, qui c'è spazio per una scheda su Radio Out: potrebbe essere la coppia Liberatoscioli-Sorgi, oppure quella Petracca-Narcisi, per cui non ho trovato canzoni e film

    Blocco 5

    Questo blocco finale è sul passaggio agli anni '80, ma devo ancora elaborarlo: aggiornerò durante la settimana.

  • L'informazione

    Che cos'è una notizia? e come si trasforma dall'epoca in cui dominava il quarto potere a quella in cui è il quinto potere a governare i ritmi del mondo? E, ancora, che cosa accade nell'era di internet, nell'epoca della conoscenza e della disintermediazione?

    Prima di proseguire, però, un'indicazione sui due film citati: Quarto potere è il film di Orson Welles del 1941 (Citizen Kane in originale) che, ispirato alla figura di William Randolph Hearst, è anche una riflessione sul potere della stampa, della radio e del cinema. Quinto potere è un film di Sidney Lumet del 1976, centrato invece sul potere dei network televisivi (il titolo originale è Network).

    Qui sotto potete vedere due spezzoni, ma sarebbe consigliabile vedere i film per intero:

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    E' proprio vero che i giornali di carta hanno i giorni contati? E da che cosa verranno sostituiti? E il supporto cambierà il modo di scrivere notizie? O lo stesso concetto di notizia?

    Queste sono alcune delle domande su cui si incentrerà questa unità, dedicata ai cambiamenti dell'informazione e, più in generale, della notizia: la notizia, infatti, è una costruzione culturale, nata dall'incontro tra tecnologia, usi sociali della stampa e influsso della politica.

    L'unità didattica, però, vuole essere più sperimentale delle altre: così, a parte una lezione frontale in cui faremo il punto sulla questione generale e sui problemi connessi all'evoluzione della forma notizia, dedicheremo le altre ore alla produzione di notizie in varie forme (da un articolo di giornale, ad una "breve" per un aggregatore di notizie fino al post di un blog, senza dimenticare che esse possono avere forme audiovisive).

    Per questo qui sotto troverete materiali che potranno esservi utili nell'analisi della "forma notizia" e alcuni "esercizi" di allenamento. Vi consiglio di leggerli prima della lezione.

  • I generi cinematografici

    Il secondo ciclo di 9 lezioni di D'Autilia si concentrerà sui generi cinematografici e audiovisivi e in particolare su film documentario. In particolare:

    Lezione 1. Fotografia e cinema: lo spettacolo del reale. Il cinema documentario, elementi e forme.

    Lezione 2. Visita a Roma presso gli studi cinematografici di Cinecittà: le scenografie delle produzioni americani in corso, il museo del cinema, i cellari e la lavorazione della pellicola, l'Istituto Luce.

    Lezione 3. Visione del film La finestra sul cortile di Alfred Hitchcock.

    Lezione 4. Prova scritta: il linguaggio de La finestra sul cortile. Domande del compito: 

    1. Segue Hitchcock le regole del cinema classico hollywoodiano? Mostratelo attraverso esempi?
    2. L’inquadratura e i movimenti di macchina: quali sono e che uso ne fa il film.
    3. Il punto di vista: poiché tutto il film è giocato sullo sguardo, cosa dice la macchina da prese che non possano dire i dialoghi?
    4. Con quali mezzi Hitchcock realizza la suspense?

    Lezione 5. Il cinema di Alfred Hitchock.

    Osservazioni su queste sequenze:

    Io ti salverò

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    Il sospetto

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    Gli uccelli

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    Psyco

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    Confronto con il cinema di Quentin Tarantino

    Lezione 6. Lezione del prof. Andrius Gudauskas (Università di Vilnius) sul cinema delle avanguardie sovietiche: Teoria e film. Eisenstein

    Lezione 7. Lezione del prof. Andrius Gudauskas (Università di Vilnius) sul cinema delle avanguardie sovietiche: il reale, Dziga Vertov

    Lezione 8. Lezione del prof. Andrius Gudauskas (Università di Vilnius) su Andrej Tarkovskij + seminario sullo stesso tema

    Lezione 9. 

  • Il linguaggio televisivo

    Le lezioni sono dedicate al modo in cui evolve il linguaggio televisivo in rapporto alla storia del medium. Si analizzerà in particolare il caso italiano che presenta una serie di caratteristiche abbastanza peculiari. Infatti la televisione italiana nasce come servizio pubblico ed ha quindi una mission aziendale - per così dire - molto chiara e che la lega alla radiofonia: educare, informare, intrattenere. Tra la fine degli anni Settanta e la metà degli anni Ottanta, però, il sistema televisivo si trasforma in un sistema misto pubblico-privato ma senza che questa transizione venga regolata o guidata da una legislazione specifica: gli obiettivi della televisione pubblica e di quella privata, ovviamente, sono opposti, e questa radicale differenza si riverbererà naturalmente sul linguaggio adottato dalla Rai e dalle emittenti private. E tuttavia, a partire all'incirca dalla metà degli anni '80, si innescano processi di emulazione tra le due tipologie di emittenza che, a loro volta, si riflettono nel linguaggio televisivo, rendendo sempre meno evidenti le differenze e le distanze tra i due modelli.

    Altri elementi sono da aggiungere: la nascita - all'inizio degli anni '80 in Italia (ma il processo era già avviato in paesi con una televisione più avanzata, come gli Stati Uniti) - della televisione cosiddetta di flusso; l'importanza crescente dei palinsesti - che finiscono per diventare essi stessi un linguaggio televisivo; l'arrivo della televisione satellitare, che rimette nuovamente in discussione l'organizzazione del discorso televisivo.

    Come di consueto, partiremo da una ricostruzione storica dell'evoluzione della televisione cercando - pur in sintesi - di osservare contemporaneamente lo sviluppo della dimensione istituzionale e politica, di quella sociale e di quella legata ai programmi. Per decostruire il linguaggio televisivo cercheremo di aiutarci con materiali video, alcuni dei quali piuttosto rari.

    Intanto, per iniziare, qui e qui trovate un paio di filmati da cui partire per cominciare a riflettere sulla questione di fondo: che cosa significa linguaggio televisivo?

    Vi aggiungo dei brevi (estratti da) saggi sui palinsesti, il "linguaggio" della televisione commerciale (ma, secondo Barra, della televisione di ogni tempo, ad eccezione del primissimo periodo). Sono da leggere prima dell'ultima settimana di lezione, quando affronteremo anche questo tema