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  • Comunicazione di crisi aziendale - Prof. Stefano Maria Cianciotta - a.a. 2015/2016

     42 anni, editorialista ed opinionista economico. Laureato con lode in Scienze Politiche, Dottore di ricerca in Comunicazione e Pensiero politico, sono attualmente Docente di Comunicazione di crisi aziendale  alla Facoltà di Scienze della Comunicazione dell'Università degli Studi di Teramo. Mi sono perfezionato all'Università di Perugia in Comunicazione Pubblica ed Istituzionale (Master di II Livello conseguito nel 2003), e  in seguito sono stato incaricato della docenza in Strategie di Comunicazione al master in Comunicazione Istituzionale della Scuola Umbra di Amministrazione Pubblica, Organismo per il quale ho anche coordinato nel 2010 la pubblicazione sulla Riforma dell'Organizzazione del Personale della Regione Umbria.
    Dal 1998 sono iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti.
    Dal 2002 al 2008 sono stato consulente della Provincia di Teramo - Settore Politiche del Lavoro, e si è occupato delle attività di marketing e comunicazione dei Centri per l'Impiego.
    Dal 2005 collaboro con la Divisione Edilizia della Società Editrice Tecniche Nuove, e ho scritto oltre trecento approfondimenti sui temi economici di urbanistica, rigenerazione urbana e internazionalizzazione delle imprese.
    Consulente aziendale, di enti pubblici e associazioni per le attività di Comunicazione di Crisi e Media relation, collaboro stabilmente con il Ministero della Difesa, Scuola di Pa, Università, Associazioni di categoria ed Enti pubblici, svolgendo corsi e seminari sulla Comunicazione di Crisi, sulle Strategie della comunicazione e sulla Gestione del consenso.
    Da settembre 2015 faccio parte del gruppo di Consulenti chiamati dalla Conferenza Episcopale Italiana a stilare il Manifesto sociale ed economico sulla Rigenerazione urbana, dopo l’Enciclica “Laudato Si” di Papa Francesco.
    Ho pubblicato nel 2013 per Aracne La condanna della Commissione Grandi Rischi, che ha analizzato il peso dell’errata strategia di comunicazione sulla condanna degli Scienziati a L’Aquila dopo il terremoto del 2009, e nel 2014 per Maggioli Editore il manuale economico dal titolo Comunicare e gestire la crisi, Strategie, azioni e strumenti per tutelare la reputazione aziendale.
    Nel 2015 ho pubblicato il testo dal titolo Comunicare e Organizzare l’emergenza nella Pa (Maggioli Editore), e con Pietro Paganini Allenarsi per il futuro, Idee e strumenti per il lavoro che verrà (Rubbettino Editore),  saggio che analizza il rapporto tra istruzione, innovazione e mercato del lavoro nella società contemporanea.
    Da agosto 2014 sono opinionista economico delle trasmissioni del Tg1 Rai Uno Mattina e Uno Mattina in Famiglia.

    INFO SUL CORSO


    OBIETTIVI GENERALI DEL CORSO

    • Conoscenza e capacità di comprensione: Al termine del corso gli studenti saranno in grado di prevenire e analizzare le situazioni di crisi aziendale, e pianificare le strategie di comunicazione adeguate per supportare l’azienda nella scelta e nella individuazione degli strumenti più appropriati, dalla fase preventiva a quella più “drammatica” della comunicazione di crisi.
      Gli studenti, infatti, saranno in grado di valutare i tempi ed i modi delle azioni di comunicazione da porre in essere, dalla fase della prevenzione e dell’analisi (mappatura degli stakeholders, individuazione dei soggetti alleati e contrari all’azienda, monitoraggio sui social network, media monitoring, realizzazione della rassegna stampa aziendale), alla individuazione delle strategie e degli strumenti per costruire e gestire il consenso.
      Gli studenti, infine, acquisiranno anche specifiche competenze in relazione alle attività di comunicazione di crisi, per salvaguardare la reputazione aziendale, minata da fattori esterni che spesso sono sottovalutati dal management, o che intervengono in modo assolutamente casuale a colpire il bene più prezioso dell’azienda: la sua reputazione
    • Capacità di applicare conoscenza e comprensione: L’insediamento di nuovi impianti di produzione, la costruzione di nuove infrastrutture a forte impatto ambientale, la gestione di un periodo di forte recessione, per un’azienda costituiscono dei fenomeni altamente complessi ed eterogenei.
      In Italia situazioni del genere hanno assunto proporzioni rilevanti e riguardano in maniera incondizionata impianti legati al ciclo di trattamento dei rifiuti (Termovalorizzatori ed inceneritori), per la produzione di energia (Elettrodotti) e reti viarie e ferroviarie (emblematico è il caso della TAV in Piemonte), ricerca di idrocarburi (Abruzzo e Puglia), oltre a situazioni legate alla riorganizzazione aziendale e alla dismissione degli impianti (si veda il caso Omsa-Golden Lady).
      Le manifestazioni di dissenso, nelle quali i social network hanno acquisito negli ultimi anni un ruolo sempre più decisivo, sono sostenute da comitati di cittadini o associazioni ambientaliste, ma in molti casi sono promosse dalle amministrazioni locali e dalla politica, che al di là della valutazione critica dell’opera, sfruttano il moto popolare per aumentare il consenso elettorale.
      Dal punto di vista comunicativo, quindi, le variabili da monitorare per un’azienda sovrabbondano e per ognuna di esse è possibile istituire differenti percorsi di lettura, che coinvolgono a vario titolo tutti gli stakehoders aziendali, dal target interno, fino agli investitori, l’opinione pubblica, e i media.
      Per poter gestire strategicamente le impasse che si verificano in relazione a progetti di insediamento di opere “utili ma indesiderate”, in relazione a fenomeni di crisi aziendale che si manifestano in momenti di recessione economica, occorre conoscere a fondo le complesse dinamiche di reciproca, e spesso sincronica, influenza tra i tre attori della sfera pubblica mediatizzata (sistema politico, opinione pubblica e media).
      A questo scopo saranno presentati, con particolare attenzione al contesto aziendale, le strategie di comunicazione che un’impresa pone in essere, per costruire e governare il consenso a livello territoriale, con una particolare attenzione alle azioni per prevenire il dissenso (media monitoring, attività di spindoctoring sui social media).
    • Autonomia di giudizio: Dalla fase della prevenzione e dell’analisi (mappatura degli stakeholders, individuazione dei soggetti alleati e contrari all’azienda, monitoraggio sui social network, media monitoring, realizzazione della rassegna stampa aziendale), alla individuazione delle strategie e degli strumenti per costruire e gestire il consenso, gli studenti dovranno essere in grado di elaborare una vera e propria strategia di comunicazione per aiutare l'impresa a salvaguardare la propria reputazione.
    • Abilità comunicative: Curiosità, intraprendenza, creatività, duttilità.
    • Capacità di apprendimento: -


    PREREQUISITI E PROPEDEUTICITA'
    • Prerequisiti: L’insediamento di nuovi impianti di produzione, la costruzione di nuove infrastrutture a forte impatto ambientale, la gestione di un periodo di forte recessione, per un’azienda costituiscono dei fenomeni altamente complessi ed eterogenei.
      In Italia situazioni del genere hanno assunto proporzioni rilevanti e riguardano in maniera incondizionata impianti legati al ciclo di trattamento dei rifiuti (Termovalorizzatori ed inceneritori), per la produzione di energia (Elettrodotti) e reti viarie e ferroviarie (emblematico è il caso della TAV in Piemonte), ricerca di idrocarburi (Abruzzo e Puglia), oltre a situazioni legate alla riorganizzazione aziendale e alla dismissione degli impianti (si veda il caso Omsa-Golden Lady).
      Le manifestazioni di dissenso, nelle quali i social network hanno acquisito negli ultimi anni un ruolo sempre più decisivo, sono sostenute da comitati di cittadini o associazioni ambientaliste, ma in molti casi sono promosse dalle amministrazioni locali e dalla politica, che al di là della valutazione critica dell’opera, sfruttano il moto popolare per aumentare il consenso elettorale.
      Dal punto di vista comunicativo, quindi, le variabili da monitorare per un’azienda sovrabbondano e per ognuna di esse è possibile istituire differenti percorsi di lettura, che coinvolgono a vario titolo tutti gli stakehoders aziendali, dal target interno, fino agli investitori, l’opinione pubblica, e i media.
      Per poter gestire strategicamente le impasse che si verificano in relazione a progetti di insediamento di opere “utili ma indesiderate”, in relazione a fenomeni di crisi aziendale che si manifestano in momenti di recessione economica, occorre conoscere a fondo le complesse dinamiche di reciproca, e spesso sincronica, influenza tra i tre attori della sfera pubblica mediatizzata (sistema politico, opinione pubblica e media).
      A questo scopo saranno presentati, con particolare attenzione al contesto aziendale, le strategie di comunicazione che un’impresa pone in essere, per costruire e governare il consenso a livello territoriale, con una particolare attenzione alle azioni per prevenire il dissenso (media monitoring, attività di spindoctoring sui social media).
    • Propedeuticità: Non è richiesta.

    LEZIONI SETTIMANALI

    • Venerdì ore 8.30-12.30 Aula 4

    • Inizio lezioni 26/02/2016

    LIBRI DI TESTO


    Comunicare e gestire la crisi

    • Autore: Stefano Maria Cianciotta
    • Edizione: Maggioli, 2014, Bologna


    Organizzare e Comunicare l'emergenza nella Pa
    • Autore: Stefano Maria Cianciotta
    • Edizione: Maggioli, 2015, Bologna


    MATERIALE DI APPROFONDIMENTO


    Germanwings, la crisi e la disinformazione mediatica



    MODALITA' DI VALUTAZIONE 

    La modalità di valutazione sarà l'esame orale. Considerando l'approccio innovativo e professionale del corso, gli studenti frequentanti saranno impegnati nella realizzazione di un project work, che sarà poi considerato ai fini della valutazione finale in sede di esame. 

  • Argomento 2

    • Argomento 3

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                • Argomento 9

                  • Argomento 10