Indice degli argomenti

  • Giornalismo e mass media - Prof. Nicola Di Girolamo - Andrea Sangiovanni - a.a. 2015/2016

    Di GirolamoPiero Nicola Di Girolamo, ricercatore in storia contemporanea, insegno storia contemporanea e storia del giornalismo. Ho studiato in particolare la mobilitazione industriale durante la prima guerra mondiale, il sindacato nella prima metà del Novecento e la storia della stampa. I miei ambiti di ricerca si sono allargati alla storia della resistenza e del secondo dopoguerra.


    Fra i miei lavori più importanti, oltre a numerosi articoli e saggi in volumi collettanei, Produrre per combattere (Esi 2002); Militari, imprenditori, operai durante la Grande guerra (Villamagna 2008).



    Andrea SangiovanniAndrea Sangiovanni insegna storia contemporanea e storia dei media I suoi ambiti di ricerca sono molteplici: si è occupato di storia della stampa, uso pubblico della storia, rappresentazioni pubbliche di soggetti collettivi, immaginario collettivo e storia dei mass media. 
    Oltre a numerosi articoli, ha pubblicato due libri: Tute blu. La parabola operaia nell'Italia repubblicana (2006) e Le parole e le figure. Storia dei media in Italia dall'età liberale alla seconda guerra mondiale (2012).

    Se sei interessato al curriculum completo e all'elenco delle pubblicazioni segui il link 



    OBIETTIVI DEL CORSO, PREREQUISITI E PROPEDEUTICITA'

    Obiettivi formativi generali

    Obiettivo del corso è la conoscenza della storia del giornalismo e dei mass media, con particolare riferimento all'Italia del XX secolo, benché inserite nel contesto internazionale a cui esse fanno inevitabilmente riferimento.

    Verrà posta una adeguata attenzione anche al linguaggio giornalistico e dei mass media, con frequenti riferimenti alle specifiche tecniche, alle loro differenze e ai loro punti di contatto.

    Per quanto riguarda conoscenza e capacità di comprensione, ci si aspetta che lo studente, attraverso una rassegna dei principali eventi (tecnologici, politico-istituzionali e di linguaggio) che hanno caratterizzato lo sviluppo del giornalismo e del sistema dei media, acquisisca una buona conoscenza delle loro vicende storiche - sia sul piano nazionale che su quello internazionale - e una buona capacità di comprensione delle interazioni tra i diversi media all'interno del sistema integrato dei media.

    Per quanto riguarda la capacità di applicare conoscenza e comprensione, lo studente dovrà dimostrare di saper applicare le proprie conoscenze in relazione alla storia  e ai linguaggi del giornalismo e dei media attraverso l'analisi critica di documenti audiovisivi (film, programmi televisivi e radiofonici, documentari), al fine di redigere specifici paper.

    Per quanto attiene l'autonomia di giudizio, lo studente dovrà sviluppare la capacità di analizzare criticamente i prodotti giornalistici e mediali, contemporanei e del passato, e di saper risolvere i potenziali problemi derivanti dall'analisi critica del passato in questo specifico settore della comunicazione.

    Per quanto riguarda le abilità comunicative, lo studente dovrà acquisire buone capacità logico-comunicative, mostrandosi in grado di utilizzare vecchi e nuovi media per la veicolazione delle conoscenze acquisite.

    Infine,  lo studente dovrà mostrare una buona capacità di apprendimento dei processi storici relativi al sistema dei media e alla sua interazione con l'evoluzione sociale ed economica.

    Prerequisiti

    Nessuno

    Propedeuticità

    Nessuna 


    1: opinione pubblica e sistema dei media

    2: Il sistema dei media di massa, dalle origini agli anni '20

    3: Il sistema dei media negli anni dei totalitarismi

    4: L'industria culturale

    5: Il sistema dei media dopo la seconda guerra mondiale

    6: La televisione e il sistema dei media italiano negli anni del "boom"

    7: La grande trasformazione degli anni Settanta

    8: Il mondo in una mano: dal telecomando al tablet


    • Oliviero Bergamini, La democrazia della stampa, Laterza 2013(2) (qui una scheda sul sito della casa editrice)
    • Aldo Grasso, Prima lezione sulla televisione, Laterza 2014(2) (qui una scheda sul sito della casa editrice. Seguite invece
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      se volete sentire l'autore presentare il proprio libro)
    • Gabriele Balbi e Paolo Magaudda, Storia dei media digitali, Laterza 2014 (qui una scheda sul sito della casa editrice.
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      invece c'è la presentazione del volume da parte dei due autori)


    Per gli studenti che volessero approfondire i temi discussi a lezione è suggerita la lettura dei seguenti libri. I docenti ne potranno indicare altri, a seconda dei temi di maggiore interesse degli studenti.

    • Giovanni Gozzini, Storia del giornalismo, Bruno Mondadori, 2011 (qui una scheda sul sito della casa editrice)
    • Irene Piazzoni, Storia delle televisioni in Italia, Carocci, 2014 (qui una scheda sul sito della casa editrice)
    • Andrea Sangiovanni, Le parole e le figure. Storia dei media in Italia dall'età liberale alla seconda guerra mondiale, Donzelli, 2012
    • V. Roghi, D. Garofalo (a cura di), Televisione: storia, immaginario, memoria, Rubettino 2015


    PROVE INTERMEDIE

    Durante il corso verranno proposte agli studenti 3 esercitazioni valutative ma non penalizzanti (i giudizi serviranno come base per la valutazione finale, ma quelli insufficienti non influiranno negativamente). 

    Due di queste verranno svolte a casa e valutate in forma di peer review dagli stessi studenti: i lavori e i giudizi saranno poi oggetto di una discussione in aula.

    La prima si svolgerà nelle prime settimane di marzo e consisterà nella redazione di una analisi critica in forma scritta (max due cartelle), e sulla base di una scheda-guida che sarà a disposizione sulla piattaforma, del film The artist.

    La seconda si svolgerà nelle prime settimane di maggio ed avrà come obiettivo l'uso della stampa quotidiana e/o periodica come fonte per la ricostruzione di un evento storico.

    La terza esercitazione, invece, coinvolgerà tutti gli studenti per l'intera durata del corso (secondo un'organizzazione che verrà stabilita in aula) e consisterà nella costruzione di una rassegna stampa settimanale da trasmettere su Radio Frequenza, la radio dell'ateneo. In questo modo gli studenti avranno occasione di analizzare i quotidiani, decostruendone il linguaggio sulla base del pubblico di riferimento e, quindi, del loro posto all'interno della sfera pubblica. Allo stesso tempo avranno occasione di realizzare un programma radiofonico, dalla fase di scrittura della scaletta (e di definizione dei tempi) a quella della messa in onda.

  • Unit 1: opinione pubblica e sistema dei media

    L'Unità si compone di quattro lezioni:

    1. il 16 febbraio verrà presentato il corso e si descriveranno i media come sistema
    2. il 17 e 18 febbraio si discuterà il grande tema - che farà da sfondo all'intero corso - delle opinioni pubbliche: che cosa sono, come si formano, come si studiano...
    3. il 23 febbraio si discuterà del modo in cui la tecnologia influenza i media e del modo in cui essa cambia, se lo cambia, il linguaggio dei media.


  • Unit 2: il sistema dei media di massa, dalle origini agli anni '20

    La seconda unità didattica è composta di cinque lezioni, in cui analizzeremo il sistema dei mass media di massa dalle origini agli anni '20, soffermandoci con particolare attenzione sulla cinematografia.

    24 febbraio: si discuterà di giornali e consenso, analizzando il caso della prima guerra mondiale

    1 marzo: ci si soffermerà sulla storia dei grandi quotidiani italiani, dalla svolta di fine secolo agli anni Venti, prestando particolare attenzione al "Corriere della Sera", a "La Stampa" e al "Giornale d'Italia"

    2-8 marzo: parleremo del cinematografo, dalle sue origini alla costruzione del suo linguaggio attraverso il montaggio, per arrivare alla sua trasformazione in una vera e propria industria con l'organizzazione di uno studio system. Ci soffermeremo, infine, sul passaggio dal muto al sonoro, che, alla fine degli anni Venti, ha rivoluzionato forme e linguaggi della cinematografia.

    Nelle due settimane successive gli studenti analizzeranno criticamente un film che descrive proprio questo passaggio, The artist (Michel Hazanavicius, 2011), di cui potete vedere il trailer qui sotto. Chi volesse potrà utilizzare come guida una scheda che troverà in questa stessa pagina. Gli elaborati verranno poi esaminati in forma di peer review dagli altri studenti, e infine commentati in aula. L'esercizio è da considerarsi come prova intermedia non penalizzante.


  • Unit 3: Il sistema dei media negli anni dei totalitarismi

    La terza unità è dedicata al sistema dei media negli anni dei totalitarismi. Si presterà dunque particolare attenzione alla situazione in Germania e in Italia, soffermandosi anche sulle differenze dei sistemi dei media nei due paesi. La domanda di fondo a cui si tenterà di rispondere, però, sarà: i media irregimentati in un sistema totalitario sono solo strumenti di propaganda, oppure i codici espressivi hanno una loro forza intrinseca che, sfuggendo ad ogni controllo censorio, gli consente di veicolare messaggi, contenuti e addirittura valori diversi da quelli che il sistema politico mette al centro del proprio operare?

    Il 9 marzo si descriverà il sistema dei media dell'Italia fascista nel suo complesso, analizzando il modo in cui il regime cercò di irregimentarlo.

    Il 10 marzo ci si soffermerà sulle diverse forme di propaganda all'interno del sistema fascista dei media.

    Il 22 marzo si metteranno a confronto la radio e il cinema della Germania nazista e dell'Italia fascista.


    Qui trovate la presentazione dinamica (prezi) che abbiamo visto a lezione sui media durante il fascismo...

    e qui invece il prezi sui media durante la seconda guerra mondiale:

    Buona visione


    • Unit 4: l'industria culturale

      In questa unit si analizzerà e si definirà la cosiddetta industria culturale, soffermandosi in particolare sulla critica radicale che le mossero gli esponenti della "Scuola di Francoforte".

      • Unit 5: il sistema dei media dopo la seconda guerra mondiale

        Questa Unit è dedicata all'analisi del sistema dei media italiano dopo la seconda guerra mondiale, fra rinascita (basta pensare al neorealismo e alla sua influenza sulla cinematografia internazionale), i limiti imposti dai rigori della guerra fredda e la pervasività del nuovo sistema politico e partitico.

        Il 5 aprile si analizzerà il cinema italiano, mettendolo a confronto con quello statunitense: subito dopo la guerra, infatti, gli schermi italiani furono invasi da film americani e i due modelli finiranno inevitabilmente per scontrarsi.

        Il 5 e il  6 aprile si analizzerà nel dettaglio la stampa, quotidiana e periodica, d'intrattenimento e politica, soffermandosi ad esempio sul fenomeno dei rotocalchi.

        • La televisione e il sistema dei media in Italia negli anni del "boom"

          In questa unità si analizzerà il sistema dei media italiano tra gli anni '50 - si inizia dalla data canonica di arrivo della televisione, nel 1954 - fino alla metà degli anni '70, con l'esplodere del fenomeno delle radio libere.

          Qual'è il ruolo dei media negli anni in cui l'Italia diventa un paese "affluente", con un impetuoso sviluppo economico e delle profonde trasformazioni sociali? L'industria culturale è stata capace di raccontarle? E come ha intercettato i nuovi pubblici che si presentavano sulla scena? Queste sono le principali domande a cui cercheremo di dare una risposta.

          Dal 7 al 13 aprile analizzeremo la televisione, soffermandoci in particolare sul rapporto con la politica e con il racconto della politica.

          Il 14 aprile faremo una panoramica del giornali negli anni del boom, analizzandone le trasformazioni.

          Il 19 aprile ci occuperemo dei fumetti, chiedendoci se essi siano un medium "minore" e che ruolo abbiano avuto (e abbiano) nell'industria culturale.

          Il 20 aprile ci soffermeremo sulla controinformazione, per poi passare ad analizzare l'evoluzione di uno dei principali quotidiani italiani, "Il Corriere della Sera" che a metà degli anni '70 conosce un'importante trasformazione sotto la direzione di Piero Ottone.

          Infine, il 26 e 27 aprile analizzeremo il fenomeno delle radio libere, studiandone la carica innovativa (per certi versi addirittura eversiva) in termini di linguaggio e organizzazione.

        • unit 7: la grande trasformazione degli anni '70

          In questa unit proseguiremo l'analisi iniziata nella precedente, vedendo come evolvono le trasformazioni avviate negli anni '60, sempre sullo sfondo dei profondi cambiamenti sociali e culturali che caratterizzano il decennio.

          L'analisi inizia il 28 aprile riflettendo sul modo in cui la televisione modifica (o può modificare) l'opinione pubblica: infatti la guerra del Vietnam mostra per la prima volta la capacità che questo medium ha di orientare il pensiero diffuso, anche secondo linee che non corrispondono alle scelte politiche nazionali. Il cinema di accorgerà rapidamente del ruolo di mobilitazione della televisione che sarà il protagonista di un film del 1976, Quinto potere (Sidney Lumet)

          Il 3 e 4 maggio continueremo l'analisi della televisione, ponendo sotto la lente d'ingrandimento la situazione italiana: tra il 1974 e il 1976, infatti, l'etere viene liberalizzato e il monopolio statale abbattuto da tre sentenze della corte costituzionale. Nascono centinaia di emittenti "libere" che il mercato si preoccuperà in breve tempo di organizzare, mentre nel 1975 la prima legge di sistema modifica profondamente la Rai.

          Il 10 maggio infine ci occuperemo di nuovo della stampa, tra innovazione (come la nascita de Il giornale nuovo di Montanelli nel 1974 e La repubblica nel 1976) e restaurazione, con il cambiamento del Corriere della Sera dopo l'abbandono di Ottone e l'inizio della scalata occulta della P2.

        • Unit 8: il mondo in una mano, dal telecomando al tablet

          L'11 e 12 maggio proseguiremo l'analisi della televisione italiana durante gli anni Ottanta e Novanta quando la creazione di un vero e proprio duopolio, poi "fotografato" dalla legge Mammì del 1990, va di pari passo con l'arrivo del telecomando. Questa doppia innovazione cambierà il modo di vedere e di fare la televisione, anticipando molte delle dinamiche ancora esistenti.

          Il 17 e il 18 maggio analizzeremo internet, la sua storia e il modo in cui al suo interno convivono e si scontrano diverse "filosofie", e l'influenza che ha avuto nel trasformare il concetto stesso di opinione pubblica.