Indice degli argomenti

  • Storia delle idee politiche e sociali - Prof. Adolfo Noto - a.a. 2015/2016

    Adolfo Noto è ricercatore in Storia delle dottrine politiche presso la Facoltà di Scienze Politiche dell'Università degli studi di Teramo.
    I suoi interessi scientifici sono in prevalenza dedicati alla storia del pensiero politico comparato italiano e francese del XIX secolo. Nella sua produzione vi sono scritti su Carlo Pisacane e i democratici del Risorgimento; l’Italia nel pensiero politico di Tocqueville; sulla cultura italiana della seconda metà del XX secolo e sul rapporto fra intellettuali e politica, su Pierre de Coubertin e il ruolo politico dell’olimpismo. Fra gli altri, Un mancato Incontro. L'Italia e il pensiero politico di Tocqueville, LeN editrice Roma 1996; Tocqueville lettore di Machiavelli, LeN editrice 2001; L. Russi, Studi su Carlo Pisacane. Realtà e utopia di un rivoluzionario, a cura di Adolfo Noto, Rubbettino, Soveria Mannelli 2012; Dall’America di Tocqueville all’olimpismo come progetto politico, in Le scienze dello sport: il laboratorio atriano, a cura di Giuseppe Sorgi, Edizioni Nuova Cultura, Roma; L’Airone in Accademia di Luciano Russi,) in Storia e critica della politica. Convegno in memoria di Luciano Russi, a cura di G. Carletti, Rubbettino, Soveria Mannelli 2012.
    Socio ordinario dell’Associazione degli storici delle dottrine politiche. Socio della Fondazione Luciano Russi. Consigliere del Centro studi e documentazione Carlo Pisacane di Sapri. Fondatore e condirettore della rivista “Lancillotto e Nausica. Critica e storia dello sport”.

    OBIETTIVI DEL CORSO, PREREQUISITI E PROPEDEUTICITA'

    • Obiettivi formativi generali: Analizzare la storia delle idee politiche e sociali, a partire dal manifestarsi del rapporto politico inteso come mediazione fra Stato e Società. Ricercandolo ovunque: nel pensiero sistematico come nei propositi, nelle idee organiche come nelle intuizioni, nelle teorie ma anche nei sentimenti, nei razionalismi e nelle utopie, nei fallimenti come nei miti, negli ideali ma anche negli interessi concreti, nelle istituzioni come nel lessico politico, nelle élites culturali, ma anche nei fenomeni di massa.
      Su questo sfondo generale si inserisce lo studio di un argomento specifico, che contenga entro di sé gli obiettivi formativi generali sopra indicati, tale quale quello indicato con un titolo che, in modo puramente indicativo, si assegna al corso ed è riportato di seguito.
      Titolo del corso
      Il significato di essere europei. Dalle origini dell’Europa moderna al Manifesto di Ventotene, fino ai federalismi immaginati e a quelli possibili.
    • Prerequisiti: Una preparazione adeguata, durante il corso di laurea triennale, in storia del pensiero politico.
    • Propedeuticità: Nessuna

    INDICATORI DI DUBLINO PER UNITA' DIDATTICA

    UNITA' DIDATTICA 1: Storia dell’idea di Europa

    Argomenti

    Federico Chabod (1901-1960) con il suo libro sulla Storia dell’idea d’Europa, che altro non è che la raccolta delle lezioni universitarie tenute a Milano nel 1943-44, successivamente integrate e raccolte una prima volta nel 1958, si assegna il compito di “rispondere al quesito di come e quando i nostri avi abbiano acquistato coscienza di essere europei” .
    In questa unità risaliremo al percorso storico che ha prodotto l’affermazione di questa che, anziché coscienza, noi chiameremo consapevolezza fino che risiede alla base della nascita di una Europa politica quale quella in cui oggi viviamo.

    UNITA' DIDATTICA 2: Federalismi possibili

    Argomenti

    Secondo Kant, nella Per la pace perpetua (1795), il federalismo è tra quelle 2idee di ragione2 che possono subire sconfitte o arresti, ma che nel lungo periodo sono destinate ad affermarsi nelle situazioni storiche e politiche concrete, esattamente come quella che stiamo vivendo. Tra federalismi improbabili, disunioni annunciate e secessioni impossibili, in questa parte finale si analizza lo sviluppo dell’idea federale nella recente storia italiana.

    UNITA' DIDATTICA : Il Manifesto di Ventotene

    Argomenti


    Il Manifesto di Ventotene, scritto da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, a Ventotene dove erano confinati in quanto antifascisti, nel 1941 e pubblicato clandestinamente nel gennaio del 1944, oltre a essere un testo esemplare di letteratura militante della Resistenza, è giudicato unanimemente un documento fondativo dell’idea d’Europa unita e federale. Ispiratore, nel superamento dei nazionalismi, per raggiungere, come obiettivo, un ordinamento federale europeo che consenta ad ogni singolo Stato di sviluppare una propria vita nazionale, ma limitandone la sovranità al fine di sottrarre i mezzi di realizzazione dei particolarismi egoistici.

    Conoscenza e capacità di comprensione:Lo studio delle idee politiche come quello dei fenomeni sociali secondo una prospettiva storica e secondo una costante comparazione internazionale, rappresenterà lo spazio di conoscenze cui gli studenti potranno far ricorso per la comprensione della dimensione corretta degli odierni rapporti politici, delle relazioni sociali e degli equilibri su cui si fonda la vita di ciascun cittadino di fronte allo Stato.

    Capacità di applicare conoscenza e comprensione: Partire con questo bagaglio significa, per gli studenti futuri laureati, applicare al campo specifico di gestione e di governo delle attività pubbliche e private in cui si troveranno ad operare, lo studio dei problemi con una profondità di metodo, tale da facilitarne la lettura dei possibili esiti. Diverrà parte del loro bagaglio la comprensione del legame dicotomico che sempre esiste fra pubblico e privato, fra cittadino e stato, fra interessi collettivi e interessi individuali; per risolvere il conflitto, per dirla con Machiavelli, fra utile collettivo e utile individuale, fino al perseguimento degli interessi ben intesi (secondo la locuzione di Tocqueville).

    Autonomia di giudizio: Soprattutto gli studenti dovranno fare tesoro di quanto appreso allo scopo di elaborare, in autonomia, giudizi e strategie per affrontare la complessità che tali questioni comportano. Questa capacità di giudizio sarà la principale risorsa cui dovranno far ricorso anche in occasione delle discussioni a carattere seminariali o in sede di valutazione, quando sarà loro richiesto di intervenire.

    Abilità comunicative: Gli studenti dovranno esprimere una abilità comunicativa chiara, riuscendo a definire e discutere in forma approfondita ed articolata i diversi aspetti dei problemi posti durante il corso delle lezioni, utilizzando collegamenti e riferimenti di tipo multidisciplinare rintracciabili negli elementi e nei contenuti degli argomenti trattati nel corso delle lezioni e delle discussioni collegiali di approfondimento. Questa abilità si rileverà, per il futuro, un importante requisito non solo professionale, quanto a vero e proprio carattere culturale.

    Capacità di apprendimento: Gi studenti dovranno dimostrare una capacità di apprendimento la cui natura dovrà essere prima di carattere metodologico che cognitivo. Apprendimento e studio come metodo significa lasciare sedimentare ciò che si è appreso fino a rendere più semplice, in definitiva, ogni approccio con la realtà.

    LIBRI DI TESTO

     

    • Altiero Spinelli – Ernesto Rossi, Il Manifesto di Ventotene, Mondadori, Milano, 2006

    MATERIALE DI APPROFONDIMENTO

    Nel corso delle lezioni sarà prodotto materiale di approfondimento a disposizione immediata degli studenti.

    PROVE INTERMEDIE

    •  Terza settimana di lezione - Test seminariale
    •  Fine corso - Prova finale

  • Video di presentazione del corso

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    • Il significato di essere europei

      Nella presentazione del corso si insiste molto sulla domanda posta da Federico Chabod riguardo a quando sia intervenuta, nata la coscienza di essere europei. Si insiste molto per due ordini di motivi. Il primo di natura storica sulla determinazione di un percorso che definisca Europa ed Europei di fronte all' "altro". Il secondo perché attraverso questo percorso di costruzione di una coscienza europea si comprende il carattere essenziale dello sviluppo della civiltà continentale connotata fortemente dal suo carattere eurocentrico.Un carattere fondante dell'idea d'Europa, oggi, praticamente inutilizzabile.

    • Coscienza e consapevolezza

      Se l'eurocentrismo rappresenta un carattere dell'originaria coscienza di essere europei inservibile nella complessa, polimorfa, multilaterale realtà politica, culturale e geografica contemporanea, gli obiettivi individuati nel corso dei secoli, da Kant a Spinelli, riguardo al ruolo equilibratore e di pace di cui l'Europa può essere portatrice, rimangono pieni di senso e contenuto.

      Allora la proposta sarà di adoperare uno slittamento semantico da "coscienza" di essere Europei a "consapevolezza" di esserlo. La distanza semantica, seppur minima, serve a uscire dal soggetto che è l'ambito proprio della coscienza, per accreditarsi di un ruolo che la consapevolezza comporta in un'azione che diventi progetto e organizzazione collettiva.

    • Per la pace perpetua

      Se con la creazione dell’Unione europea, per la prima volta nella storia, si è adottato un criterio di cittadinanza sovranazionale, che ha accresciuto l’identità politica di ogni cittadino europeo, una fonte di questo progetto novecentesco è da individuare in Kant e nel suo libro del 1795 Per la pace perpetua.

      La pace non segue o precede la guerra, ma venendo istituita da una confederazione governata con il  diritto cosmopolitico, che la rende una condizione permanente, semplicemente la estingue.

      Nel progetto filosofico kantiano sono individuate le condizioni per poter realizzare il grande obiettivo: abbattimento del debito pubblico, regolamentazione di ogni conflitto, pratica del federalismo, rapporto tra politica e morale.

      Sono, queste, le condizioni per una pace duratura. L’analisi kantiana, libera da connotazioni religiose, tocca tre ambiti: quello etico, quello giuridico-politico, quello antropologico. Le sue riflessioni coniugano la prescrittività dell’idea-limite (pace) con la ricerca delle condizioni formali e sostanziali (legislative, statuali, di politica internazionale) sulle quali si possono fondare l’idea e la prassi di una pace perpetua (duratura).

    • Il federalismo

      Seguendo Kant, potremmo dire che il federalismo è tra quelle “idee di ragione” che possono subire sconfitte o arresti, ma che nel lungo periodo sono destinate ad affermarsi nelle situazioni storiche e politiche concrete, esattamente come quella che stiamo vivendo. Tra federalismi improbabili, disunioni annunciate e secessioni impossibili, lo sviluppo dell’idea federale nella storia italiana viene seguito quantomeno da quando, dopo la Rivoluzione francese e con l’esperienza delle repubbliche giacobine in Italia, l’idea di un assetto futuro della Penisola diventa un punto qualificante di ogni progetto politico. E le proposte federaliste avranno un peso culturale nel dibattito (da Giovanni Ranza a Carlo Cattaneo, da  Gaetano Salvemini a Luigi Einaudi, fino a Silvio Trentin, a Luigi Sturzo, ad Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi, ad Adriano Olivetti e finalmente ad un auspicato federalismo europeo.

       

    • Il Manifesto di Ventotene

      “La sovranità assoluta degli Stati nazionali ha portato alla volontà di dominio di ciascuno di essi [ …]. Questa volontà di dominio non potrebbe acquetarsi che nell’egemonia dello stato più forte su tutti gli altri asserviti [ …]. Gli Stati totalitari sono quelli che hanno realizzato nel modo più coerente l’unificazione di tutte le forze”

      L’idea centrale del Manifesto sta nel sostenere che il confronto fra Stati nazionali sovrani non può portare ad altro che al bellum omnium contra omnes. Solo la definitiva abolizione della divisione dell’Europa in Stati nazionali sovrani potrà scongiurare i pericoli insiti in quella insana competizione. Per raggiungere, come obiettivo, un ordinamento federale europeo che consenta ad ogni singolo Stato di sviluppare una propria vita nazionale, ma limitandone la sovranità al fine di sottrarre i mezzi di realizzazione dei particolarismi egoistici.

      Si tratta di una linea di pensiero che, fondata sul presupposto kantiano espresso in Per la pace perpetua (1795), è debitrice del pensiero liberalsocialista di Rosselli, del federalismo liberale di Luigi Einaudi e del federalismo classico di matrice anglosassone della Federal Union

      • Retroterra del Manifesto

        Il pluralismo delle verità conduce a svelare come ogni enfatizzazione dell’uno (“una sola verità, questa è la verità”, ecc.) nasconda un’aspirazione segreta all’infallibilità, che è la radice vera di ogni totalitarismo. Questo può annidarsi all’ombra delle migliori intenzioni. Così Kant, nel 1795 teorizzava lo Stato di Stati mondiale, il federalismo internazionale, ma paventava anche che uno Stato mondiale potesse convertirsi in un dispotismo internazionale (e per questo poneva come condizione il carattere di “unione tra libere repubbliche”, che nel suo testo stavano per Stati ‘di diritto’ o liberali, delle entità consociabili o consociande).

        Insomma l’unione può funzionare solo tramite la molteplicità e, dunque, l’assimilazione, accoglienza di ogni diversità. La disunione è addirittura più funzionale a processi più avanzati di unione. Così per contare, partendo da uno, bisogna arrivare almeno a due. Su questo la Spinelli utilizza la lezione di John Stuart Mill nel suo classico On liberty del 1859, ma anche la lettura dello stato sociale democratico fatta da Tocqueville contro i pericoli di dispotismo prodotti dall’indifferenza politica.

        • Un manifesto antiutopista

          I progetto politico "per l'Europa libera e unita" rappresentato dal Manifesto, non rientra nella categoria, pur nobile, della letteratura utopistica di ascendenze rinascimentali o illuministiche. Bensì, forgiando e lavorando sulle ascendenze di cultura politica degli autori, e cioè marxismo, liberalismo, socialismo, federalismo anglosassone, Kant e la filosofia classica tedesca, Croce, il risultato originale, ancorché eclettico sul piano culturale, produce un robusto intreccio fra realismo politico e idealità politiche. Coniugare concretezza della proposta politica ad altissime ispirazioni ideali è l'obiettivo (raggiunto).

        • Europeismo

          Per rispondere con forza che alla crisi dell’Europa intesa come progetto di unione federale, bisogna rispondere rilanciando l’esigenza maggiore e ineludibile di una direzione politica che sempre più miri alla costruzione degli Stati Uniti d’Europa. Che è la stessa ambizione nutrita dalla generazione federalista, a cui appartenevano Altiero Spinelli,  Robert Scuhman, Jean Monnet, Konrad Adenauer, Einaudi, fino ai Mitterand e Kohl e che necessita adesso di un nuovo scatto, di una visionarietà politica che consenta di superare le pastoie monetarie e finanziarie in cui una Unione di tecnocrati sta costringendo tutti.

          Di fronte alle difficoltà di chi come la Grecia ha visto nascere l’idea stessa di Europa e di Occidente, le risposte sono state umilianti. “L'Europa non ha fatto blocco come fece il ministro del Tesoro Hamilton dopo la guerra d'indipendenza americana, quando decretò che il governo centrale avrebbe assunto i debiti dei singoli Stati, unendoli in una Federazione forte. Non ha fatto della Grecia un caso europeo. Non ha visto il nesso tra crisi dell'economia, della democrazia, delle nazioni, della politica. Non siamo riusciti a combinare le esigenze dell’economia con quelle della democrazia e le difficoltà greche finiscono per essere affrontate con quello che le distrugge: con il ritorno alle finte sovranità assolute degli Stati nazione.