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Il corso non prevede parziali.
E' organizzato in quattro moduli:
Il primo dedicato al 900: la prima e la seconda guerra mondiale; la guerra nel 900; gli scenari del secondo ‘900; l’integrazione europea; gli equilibri geopolitici
Il secondo dedicato ai modelli e sistemi di partiti; ai miti fondativi ; alle continuità e rotture nella storia italiana
Il terzo dedicato alla Resistenza, alla transizione alla democrazia ed alla nascita della Repubblica
Il quarto dedicato alla storia politica italiana del secondo novecento fino al crollo del Muro di Berlino

Alcune delle domande cui cercheremo di rispondere pongono al centro altrettanti quesiti:
Inscindibilità fra dimensione internazionale e dimensione nazionale:
Quali possono essere gli i nodi irrisolti?
Quali le cesure nazionali e internazionali?
Quale il peso del mondo bipolare e della guerra fredda?
Quale il ruolo giocato dalla rappresentanza in una democrazia repubblicana, nata dopo una dittatura, sconfitta in guerra, e soggetta ad una sovranità limitata non tanto per la sconfitta ma per gli scenari postbellici?
Quali le difficoltà che i partiti fondanti la Repubblica incontrano all’interno delle istituzioni, della nazione e degli italiani?
Quali sono gli attori ed i protagonisti?

Evitare le certezze, favorendo le domande
Problematicizzare e non semplificare, mantenendo la propria linea ricostruttiva e interpretativa
Partire dall’oggi e tornare indietro per cercare le spiegazioni con una sorta di movimento circolare

Analisi critica dei fatti storici in una sorta di "eterogenesi dei fini"

Non perdere mai di vista il movimento sincronico e diacronico degli avvenimenti: diacronico (mutamento di fatti osservati dal punto di vista della loro evoluzione nel tempo); sincronico (mutamento di fatti nella loro contemporaneaità)
Mettere in relazione fenomeni ed eventi significa trovare categorie sintetiche (semplificanti) di interpretazione della realtà.
Individuare le categorie è compito dello storico
Il “tempo storico” molto spesso è diverso dal “tempo naturale”. Non ha sempre e dovunque la stessa velocità.
Diviene quindi proprio dello studio della storia individuarne ritardi, accelerazioni, fratture e continuità



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