Nuova sezione
L’insegnamento propone una riflessione teorico-critica sul ruolo dell’etica nell’azione pubblica e sulle strategie di prevenzione della corruzione, adottando la filosofia politica come chiave di lettura fondamentale. L’obiettivo è superare la visione della corruzione come mero reato penale o semplice adempimento burocratico, per analizzarla come una patologia delle istituzioni e delle pratiche pubbliche che mina la fiducia democratica e il patto di cittadinanza.
Il percorso didattico si articola in tre momenti concettuali integrati. Nella prima parte vengono introdotti i concetti chiave di bene comune, virtù civica e responsabilità dell'amministratore, mettendo a confronto il pensiero classico con i dilemmi della decisione pubblica contemporanea.
La seconda parte affronta il principio di pubblicità dell'agire amministrativo. Si esamina il valore della trasparenza e del diritto di sapere (FOIA) come strumenti di controllo e partecipazione democratica, declinandoli anche nelle loro derive critiche e nelle sfide emergenti legate all'uso dell'intelligenza artificiale e degli algoritmi nella P.A.
L'ultima parte del corso mette alla prova i concetti studiati mediante una riflessione laboratoriale dedicata all'analisi di alcuni casi reali. Istituti chiave come ad esempio il whistleblowing vengono analizzati non solo nella loro veste normativa, ma come espressione di virtù civica e lealtà alle istituzioni, allenando gli studenti ad affrontare con autonomia di giudizio e rigore argomentativo i dilemmi etici tipici della dirigenza e della funzione pubblica.